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BOLZANO. Oggi e domani a Lasa si svolge la “Festa del marmo e delle albicocche”, evento che ricorda due dei prodotti simbolo della Val Venosta. Ma quest'anno, almeno per quanto riguarda il tipico frutto, in qualche modo c'è poco da festeggiare. Complici il caldo primaverile e le piogge insistenti del successivo periodo (al quale è succeduta l’ondata di afa), la qualità della albicocca tradizionale, la più pregiata, è stata compromessa.
Lo stesso raccolto è diminuito di quasi un decimo. I contadini hanno deciso di aumentare il prezzo passato dai 5 euro dello scorso anno a 6,5 euro. «Ora è tornato a fare caldo per cui la situazione dovrebbe migliorare», dicono al consorzio che spera in un possibile recupero del mercato. Intanto Lasa si appresta a fare festa, Il paese è noto per il suo “oro bianco”, il marmo finissimo di rara purezza e per le gustose albicocche dall’ineguagliabile sapore. “Marmor und Marillen” è la festa che celebra questi due pilastri dell’economia locale e della vita di questa zona.
La coltivazione delle albicocche è stata quest'anno travagliata come nel 2017 quando le avverse condizioni meteo avevano creato grossi problemi. Il clima particolare della Venosta, molto sole e vento e precipitazioni solitamente scarse conferisce alle albicocche venostane un sapore unico ed inconfondibile. La coltivazione avviene sui terreni sabbiosi situati tra i 700 e 1200 metri sul livello del mare. Le grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte inoltre fanno sì che i frutti maturino lentamente e sviluppino un aroma dolce-acido equilibrato. L’albicocca venostana è una varietà tipica della valle ed emerge fra tutte per il suo aroma, la forma ovale e dalla buccia sottile e vellutata di colore giallo scuro, tendente all’arancione: è certamente il frutto che caratterizza l’estate in Val Venosta. E.D.


