BOLZANO. «Non si tratta di sottrarre diritti a qualcuno, né tantomeno di mettere in discussione la legittima rappresentanza del gruppo linguistico tedesco, che rimane pienamente garantita. Si tratta solo di evitare che uno dei gruppi linguistici storicamente presente nella nostra provincia, ovvero quello italiano, possa rimanere completamente privo di una rappresentanza diretta al Senato. Per questo motivo la ridefinizione del collegio Bolzano-Bassa Atesina è una proposta equilibrata, ragionevole e rispettosa di tutti. Il gruppo tedesco ha garantiti tre deputati e due senatori. In questo quadro mi pare equo che gli italiani dell'Alto Adige possano avere un proprio rappresentante almeno al Senato».

Christian Bianchi, coordinatore provinciale di Forza Italia, si fa nuovamente interprete di quello che è il pensiero comune all'interno del centrodestra in difesa dell'emendamento Urzì che blinda il collegio senatoriale Bolzano- Bassa Atesina, favorendo l'elezione di un rappresentante del gruppo italiano. Finora possibile solo previo accordo con la Svp; unica eccezione il senatore Luigi Spagnolli, esponente del centrosinistra, eletto nel 2022, con uno scarto di 493 voti su Manfred Mayr, candidato Svp e sindaco di Cortina. È la risposta alla grande mobilitazione dei sindaci della Bassa Atesina e ai rappresentanti territoriali della Svp, che vede in prima linea anche gli Schützen e Oskar Peterlini, già senatore della Svp per tre legislature proprio nel collegio Bolzano-Bassa Atesina (ma attualmente a quanto pare fuori dal partito, ndr).

La protesta dei sindaci

Dopo la riunione dell'altra sera dei sindaci della Bassa Atesina e dei responsabili dei distretti Svp, per domani è in programma un incontro ad Egna con Dieter Steger, deputato ed Obmann della Stella Alpina, e il senatore Meinhard Durnwalder. «Abbiamo deciso - dice Norbert Mayr, capo del distretto Bassa Atesina - di essere intransigenti: non vogliamo la legge elettorale che a settembre arriverà in discussione al Senato, e se dovesse passare, vogliamo che i parlamentari Svp votino contro».

Colti forse di sorpresa dalla dura reazione della base, i parlamentari Svp - che a luglio per bocca dell' Obmann Steger si erano dichiarati soddisfatti per aver ricevuto in cambio "assicurazioni per quanto riguarda l'elezione di tre deputati alla Camera" - adesso annunciano il deposito entro fine mese di emendamenti che puntano a cancellare la blindatura del collegio Bolzano-Bassa Atesina. L'unico nel quale il gruppo italiano avrebbe, se non proprio la certezza, molte possibilità di eleggere un proprio rappresentante.

Data la delicatezza del momento, lunedì 24 agosto è prevista una riunione della direzione del partito in via Brennero.

Si riparte dal Senato

La battaglia dunque, a settembre, si sposta in Senato. Il deputato Alessandro Urzì ostenta tranquillità e ribadisce ciò che sostiene fin dall'inizio: «La mia proposta punta a riequilibrare la rappresentanza in Parlamento dei due principali gruppi linguistici che vivono in Alto Adige». La Svp ha poche possibilità - e i suoi parlamentari lo sanno - di vedere cancellato dalla legge elettorale l'emendamento dell'esponente di FdI, proprio perché sostenuto da tutto il governo.

Rappresentanza italiana

«Forza Italia - assicura Bianchi - continuerà a sostenere con convinzione questa iniziativa parlamentare, nella consapevolezza che garantire la presenza di almeno un senatore espressione del gruppo linguistico italiano non rappresenta un privilegio, bensì una garanzia di equilibrio istituzionale, di pluralismo democratico e di piena rappresentanza dell'intera comunità altoatesina».

Del resto la Svp - e questo spiega la soddisfazione espressa all'indomani del voto alla Camera dall'Obmann Steger - ha ottenuto garanzie importanti per quanto riguarda appunto la rappresentanza del gruppo tedesco.«Con la riforma costituzionale - ricorda Bianchi - che ha ridotto il numero dei parlamentari in tutta Italia, il Trentino-Alto Adige ha mantenuto un numero di eletti alto, rispetto al numero di votanti del collegio, evitando una riduzione della propria rappresentanza parlamentare. Anche la nuova legge elettorale nazionale in discussione non verrà applicata nella nostra regione, che continuerà a mantenere il sistema elettorale previsto dallo Statuto di Autonomia. Nell'ambito di questa legge è stato anche mantenuto il collegio uninominale proporzionale alla Camera, da sempre occupato dalla Svp. Sono scelte che testimoniano come il legislatore nazionale abbia sempre riconosciuto la specificità della nostra terra e l'importanza di garantire un equilibrio nella rappresentanza politica».

L'alleato leghista

In difesa del senatore italiano anche Paolo Zenorini, segretario provinciale della Lega: «Si parla tanto di convivenza e poi i sindaci della Bassa Atesina si stracciano le vesti, perché con l'emendamento Urzì, approvato alla Camera nell'ambito della discussione sulla legge elettorale, il gruppo tedesco perderebbe la possibilità di eleggere il terzo senatore. Ma il gruppo italiano, destinato in Alto Adige ad accontentarsi nella migliore delle ipotesi di un posto da vice, potrà pur rivendicare il diritto di avere almeno un proprio rappresentare a Roma, contro i cinque del gruppo tedesco: tre alla Camera e due al Senato».