La polemica

Coltelli tascabili, gli artigiani chiedono modifiche al decreto sicurezza

Confartigianto Imprese chiede una definizione più chiara della norma e un’eccezione per gli strumenti utilizzati nel lavoro quotidiano. Il tema è stato portato anche all’attenzione del senatore Meinrad Durnwalder



BOLZANO. Il divieto dei coltelli tascabili previsto nel decreto statale sulla sicurezza sta creando incertezza nel settore dell’artigianato. A segnalarlo è lvh.apa – Confartigianato Imprese, che chiede una definizione legislativa più chiara e un’esplicita eccezione per i coltelli utilizzati quotidianamente nelle attività lavorative degli artigiani.

Secondo l’associazione, per molte professioni il coltello tascabile rappresenta semplicemente uno strumento di lavoro. «Per molti artigiani il coltello tascabile è semplicemente uno strumento di lavoro, non diverso da un cacciavite o da una pinza», afferma il direttore lvh.apa Walter Pöhl, sottolineando la necessità di chiarire il testo della norma.

L’associazione ha già sollevato la questione anche sul piano politico. Il tema è stato discusso con il senatore della Svp Meinrad Durnwalder, che – secondo quanto riferito in una nota – avrebbe assicurato il proprio impegno affinché il divieto di coltelli tascabili venga eliminato dal decreto sulla sicurezza.

Nel frattempo lvh.apa sta portando la questione anche a livello nazionale attraverso la federazione Confartigianato. L’obiettivo, conclude l’associazione, è trovare nel percorso legislativo «una soluzione pragmatica che tenga conto sia delle esigenze di sicurezza sia della realtà lavorativa dell’artigianato».













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