BOLZANO. Nel corso di un intervento al Landtag tirolese di Innsbruck, il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha illustrato i contenuti e gli obiettivi della riforma dell’Autonomia dell’Alto Adige. «L'Autonomia dell'Alto Adige è stata compressa dalla giurisprudenza della Corte costituzionale a seguito della riforma costituzionale italiana del 2001», ha spiegato il presidente. «L'obiettivo della riforma è quello di ripristinare le competenze che sono state intaccate dalle sentenze e, allo stesso tempo, di garantire maggiormente la nostra Autonomia».
 

Tra le novità principali, la riforma riafferma che le competenze attribuite alla Provincia restano tali anche dopo la riforma costituzionale. Per la prima volta, inoltre, la materia dell’ambiente e degli ecosistemi, finora di esclusiva competenza statale, viene trasferita alla Provincia. Questo passaggio segna un rafforzamento del potere legislativo locale in un settore chiave per la gestione del territorio.
 

Viene superato anche uno dei principali limiti della legislazione provinciale: l’obbligo di rispettare i principi delle leggi statali di riforma. Introdotta inoltre una clausola di salvaguardia che cambia radicalmente il processo di modifica dello Statuto: finora il Consiglio provinciale poteva solo esprimere un parere; con la riforma, il Parlamento dovrà ottenere il suo consenso. In caso contrario, «tutti i passaggi che potrebbero in qualche modo compromettere l'Autonomia dovranno essere cancellati».
 

«Con questa clausola otteniamo per la prima volta anche una garanzia interna dell'Autonomia, che si aggiunge alla garanzia internazionale prevista dall’Accordo di Parigi», ha sottolineato Kompatscher, precisando che «questa protezione internazionale non è ovviamente interessata dalla riforma». La nuova disciplina si propone quindi come uno strumento di tutela rafforzata per il futuro dell’autogoverno altoatesino.