BOLZANO. Due giorni fa, su queste pagine, abbiamo riportato la notizia dell'amara scoperta compiuta dall'inquilina di una palazzina Ipes di via Milano, che ha trovato nel proprio box i chiari segni di un'occupazione abusiva da parte di ignoti. Si tratta, purtroppo, di un episodio tutt'altro che isolato che si inserisce in un più ampio quadro di microcriminalità. Per far fronte a questo tipo di problemi, l'Ipes ha avviato un servizio di ronda tra gli edifici di sua proprietà.

«Si tratta di un progetto che era stato avviato già nel 2021, come progetto pilota a Bolzano e Merano - spiega la presidente di Ipes, Francesca Tosolini - nato con l'obiettivo di affiancare con un servizio di vigilanza le forze dell'ordine nel presidiare il territorio. La nostra missione va oltre la gestione del patrimonio edilizio: vogliamo promuovere spazi urbani più vivibili, inclusivi e sicuri, contribuendo attivamente alla lotta contro il degrado. La presenza di operatori specializzati può già avere un effetto deterrente su comportamenti illeciti o incivili specialmente nelle zone più vulnerabili». La loro presenza, prosegue Tosolini, «è fondamentale quanto il contributo degli inquilini, che dovranno fare rete e segnalare a questi operatori, che sono ben riconoscibili, episodi o situazioni di criticità».

Solo nel quartiere Don Bosco, che conta 26.500 abitanti, quasi 11mila persone risiedono nei condomini Ipes. L'Ipes dispone di 4.737 appartamenti nei rioni, pari al 72% dell'intero patrimonio bolzanino. L'iniziativa appena avviata interesserà complessivamente non meno di 1.800 alloggi con controlli mirati alle aree comuni.

Il servizio, che prevede pattugliamenti a orari variabili e in giorni differenti sul territorio del comune di Bolzano, è stato fortemente voluto dall'assessora provinciale alla Sicurezza e all'edilizia abitativa, Ulli Mair. «La tutela del patrimonio abitativo pubblico e il benessere dei cittadini che vi risiedono sono priorità fondamentali - sottolinea Mair -. Questo intervento dimostra l'attenzione dell'Ipes e dell'amministrazione provinciale verso le esigenze degli inquilini e la volontà di mantenere elevati standard di sicurezza e qualità abitativa». Il servizio di ronda, prosegue, «è stato concepito come strumento di protezione degli immobili, ma anche come misura che contribuisce a dare una percezione di maggior sicurezza alle inquiline e agli inquilini, nonché alla cittadinanza in generale».

Non di rado, inquiline e inquilini accusano Ipes di immobilismo, di tollerare persone che sembrano infischiarsene di regolamento e regole di civiltà. A loro, risponde indirettamente la presidente Tosolini, sottolineando come «nel 2024, sono stati effettuati circa trenta sfratti da Ipes per lo più causati da comportamenti contrari al regolamento, gli iter spesso non sono brevi, l'Istituto ne è consapevole, ma si concludono significativi allontanamenti di soggetti critici grazie all'aiuto fondamentale delle forze dell'ordine e dell'impegno delle collaboratrici e dei collaboratori». L'Ipes, ricorda in chiusura, è l'unico ente a livello nazionale che non presenta alcuna occupazione abusiva e questo significa monitoraggio costante e interventi immediati e mirati non appena si evidenza una situazione critica».