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BOLZANO. Il Consiglio provinciale dell'Alto Adige ha approvato con 26 sì e 5 no il primo punto di un voto sulla tutela a l'ampliamento dell'autonomia dell'Alto Adige, presentato dai consiglieri della Süd-Tiroler Freiheit Sven Knoll e Myriam Atz Tammerle, in cui si chiede che il Consiglio provinciale condanni fermamente "le posizioni, dichiarazioni e azioni (neo)fasciste, nazionalsocialiste, estremiste, razziste e discriminatorie, in particolare da parte dei responsabili politici e dei rappresentanti del Governo".
Con 21 sì e 4 no è stato approvato il punto 2 del voto, dove si chiede che "il Consiglio provinciale sottolinei l'inviolabilità dell'autonomia etnica a tutela della minoranza austriaca di lingua tedesca e ladina sul territorio italiano". Con 26 sì e 4 no è stato approvato il punto 3 del voto dove si chiede che il "Consiglio provinciale sottolinei la funzione di garante esercitata dall'Austria nei confronti della provincia di Bolzano e il suo significato politico per questa provincia, che non si è affatto esaurito con la quietanza liberatoria del 1992".
Con 26 sì e 4 no è poi stata approvata la prima parte del punto 4 , dove si chiede che il "Consiglio provinciale chieda al nuovo Governo italiano di rispettare l'autonomia della Provincia di Bolzano, di attuare il ripristino delle competenze autonome, come assicurato nella dichiarazione programmatica, nonché di sostenere attivamente e in modo costruttivo l'ulteriore ampliamento dell'autonomia".
Con 20 sì e 4 no e 2 astensioni è stato infine approvato il punto 5 del voto dove si chiede che "il Consiglio provinciale si esprima contro l'istituzione per legge della festività del 4 novembre e propone, in vista di un'eventuale modifica della legge 8 marzo 1977, n. 54, il ripristino della festività del 19 marzo (San Giuseppe)".
Il Consiglio informa che alcuni consiglieri non hanno partecipato alle votazioni. Prima della votazione il presidente della Provincia Arno Kompatscher, evidenziando che nella Giunta non erano tutti dello stesso punto di vista, ha aggiunto che la proposta rappresentava in gran parte anche la posizione del suo gruppo politico.


