BOLZANO. L'assessora Ulli Mair prosegue la riforma dell'abitare. Dopo le misure per l'affitto a prezzo calmierato, cambiano le regole del Risparmio casa, il modello di contributi per l'acquisto. Più flessibili, in molti casi tese a trattenere (o a fare tornare) in provincia i più giovani.

Ma anche più severe sotto il profilo della residenza: qui sta la stretta ratificata ieri dalla giunta con i criteri di accesso che entreranno in vigore il prossimo 1º settembre e che saranno subito implementati dalle banche.

Fino a 100mila euro

I numeri del Risparmio casa? «In media vengono presentate 500 domande l'anno, con un importo medio dei mutui pari a 106mila euro. Il 46% è per l'acquisto», fa sapere Ulli Mair.

Obiettivo principale della revisione è adattare il modello alle esigenze attuali. Ed evitare così l'estrusione degli altoatesini da un mercato immobiliare che va a mille. Perciò l'assessora punta sulla combinazione di più misure: agevolazioni edilizie a fondo perduto, Risparmio casa e futuri mutui a tasso agevolato. In modo tale che il singolo richiedente possa ottenere «un sostegno che tra contributo a fondo perduto e vantaggio in termini di minori interessi supera i 100mila euro, un'agevolazione che trova pochi eguali», asserisce Ulli Mair.

La previdenza complementare

Lavoro precario e caro vita costituiscono per le generazioni più giovani un ostacolo insormontabile.

L'assessora ne è consapevole e si è confrontata con Pensplan. Il risultato è che per i richiedenti under 36 basteranno cinque anni di iscrizione alla previdenza complementare (non più otto). Inoltre, per questa fascia di età l'importo del mutuo sarà aumentato di 25mila euro, dal momento che non molti giovani hanno da parte somme significative nella previdenza complementare.Nel caso in cui i richiedenti siano in coppia, indipendentemente dall'età si applicherà un periodo cumulativo di iscrizione alla previdenza complementare di almeno 12 anni (almeno quattro anni per richiedente, anziché otto).

Se dopo la stipula del Risparmio casa la famiglia crescerà, la durata del mutuo potrà essere prorogata una volta fino a 5 anni.

Altoatesini di ritorno

Il capitolo emigrazione ha conseguenze a cascata. Ad esempio la carenza di personale qualificato. «Servono interventi per fare tornare chi avendo la residenza storica in Alto Adige si è poi spostato fuori provincia, che sia all'estero o in altre regioni italiane», dice Ulli Mair. Ha trovato una misura specifica.

«Per chi intende rientrare in Alto Adige, dato che difficilmente avrà accumulato gli anni di iscrizione alla previdenza complementare necessari - spiega - sarà possibile un versamento cumulato nel fondo di previdenza integrativa, creando le basi per un prestito edilizio».

Tasso di interesse abbattuto

Le interlocuzioni con le banche hanno dato i loro frutti. Per i nuovi contratti, il tasso di interesse scenderà dall'attuale 1 per cento allo 0,7 per cento.

«Questa riduzione non è a spese della Provincia», afferma Ulli Mair. Per il Risparmio casa, la Provincia fornisce alle banche il capitale per la concessione di mutui tramite l'Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico. I versamenti sul fondo pensione complementare del richiedente servono come base per il calcolo del potenziale prestito, ma rimangono nel fondo. Il cliente rimborsa alla banca il capitale e il tasso di interesse previsto; il tasso di interesse copre le spese amministrative della banca e il rischio di insolvenza. La banca rimborsa il capitale alla Provincia ogni anno e per tutta la durata del prestito.

Stretta sulla residenza

Per usufruire delle agevolazioni bisognerà stabilire la residenza nella casa per la quale è stata fatta la richiesta. Ulli Mair: «L'articolo 39 della legge urbanistica, che regola gli alloggi riservati ai residenti, non si applicherà solo ai nuovi terreni edificabili, bensì a ogni forma di agevolazione edilizia, compreso il risparmio casa».

Le agevolazioni si applicano solo alla prima casa, che dovrà essere occupata per tutta la durata del mutuo senza possedere altre abitazioni (fatto che costituirà causa di esclusione dalle agevolazioni). In questo modo, conclude l'assessora, «lo stock di alloggi a prezzi accessibili per i residenti aumenta e il sostegno va a chi ne ha veramente bisogno».