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BOLZANO. «Chiediamo alla Provincia di Bolzano di uniformare in più possibile il quadro normativo provinciale relativo alla misure per la prevenzione dell'epidemia da Covid-19 alle disposizioni nazionali, a cominciare dal settore cura della persona». L'appello è di Claudio Corrarati, presidente regionale di Cna-Shv.
«Per effetto di una stratificazione normativa, che diventa ogni giorno più complessa e di difficile comprensione - spiega una nota - l'ordinanza n. 63 del presidente della Provincia, prevede, tra le varie misure, che parrucchieri e centri estetici rimangano aperti in tutto il territorio provinciale. Lo stesso presidente ha però preannunciato che oggi, mercoledì 5 novembre, emetterà ordinanze specifiche per 11 comuni, tra cui il capoluogo Bolzano, Egna e Vipiteno, che prevedono, tra le misure ancor più restrittive, la chiusura di parrucchieri e centri estetici. Invece a Laives, centro urbano di rilievo confinante con Bolzano, dichiarato zona rossa il 30 ottobre, parrucchieri e centri estetici sono aperti». Infine, «nella notte il presidente del consiglio ha firmato il Dpcm che, per la zona rossa prevede che parrucchieri e barbieri siano aperti, sui centri estetici non si sa ancora».
«Temiamo che il prossimo decreto ristori del governo possa prevedere aiuti solo per le aziende chiuse secondo i criteri del Dpcm. Se così fosse, la Provincia dovrebbe ancora una volta fare marcia indietro, modificando le ordinanze, oppure prevedere ristori provinciali», conclude Corrarati.


