BOLZANO. Da gennaio ad oggi, in Alto Adige, sono state sequestrate 110 armi da fuoco (64 fucili e 46 pistole) e oltre 6.400 munizioni. Duecentoquattordici in tutto i Porti d'arma e le autorizzazioni alla detenzione revocati. Il motivo: l'assenza del certificato medico volto a provare le dovute condizioni psico-fisiche del detentore.

Il tema è reso ancor più delicato dalla recente tragedia avvenuta a San Candido, dove un ex guardia giurata ha sparato al padre e alla vicina di casa, uccidendoli, prima di togliersi la vita dopo aver diretto altri colpi su soccorsi e forze dell'ordine. La calibro nove con cui ha commesso i due omicidi era detenuta legalmente. Sui controlli la questura assicura la «massima severità e frequenza». Verifiche serrate, svolte mensilmente da polizia e carabinieri, e revoche al minimo segnale del venir meno dei requisiti psico-fisici.

«Basta un intervento di polizia per un litigio, ad esempio, perché il Porto d'arma venga tolto alla persona coinvolta», spiega, dati alla mano, il questore Paolo Sartori. Sul numero di Porti d'arma in corso di validità, l'Alto Adige sembrerebbe essere in linea con i dati nazionali. Attualmente sono quasi 11mila nella nostra provincia.

«I cittadini non hanno un diritto soggettivo ad avere un Porto d'arma. Quella di detenere un'arma, o ancora peggio, portarla con sé deve essere una possibilità legittima e sottoposta a condizioni e limiti», così il questore, «Le linee guida sono molto stringenti».

La detenzione in Alto Adige

Dei 10.933 Porti d'arma - che si distinguono dalle autorizzazioni alla detenzione dal fatto di potere, appunto, portarle con sé fuori dalla propria abitazione - in corso di validità in Alto Adige, oltre 7mila sono per uso caccia. «È il più comune - sottolinea Sartori -. Riguarda solo le armi lunghe, quindi i fucili, utilizzabili solo nei periodi di caccia, nelle zone dove è autorizzato cacciare». Oltre 3.500 sono i Porti d'arma per uso sportivo, che autorizzano a portare l'arma sigillata in un apposito contenitore dalla propria casa al poligono. Centosessantacinque i Porti d'arma corta per difesa personale (42 a cittadini ordinari, 123 a guardie giurate).

Secondo la questura si tratta dell'autorizzazione più delicata: consente infatti di portare un'arma addosso in qualunque momento. «Questa - spiega il questore - viene rilasciata, ad esempio, a chi trasporta gioielli, oppure grosse somme di denaro». Diverse sono le autorizzazioni alla detenzione, ovvero che consentono di tenere l'arma solamente in casa: 1.877 nel comune di Bolzano. Trecentotrentasei le licenze di collezione armi, di cui centoventuno per oggetti antichi di rilevanza storica.

Chi può richiederla

Per poter detenere l'arma, la persona richiedente deve dimostrare di possedere i necessari requisiti. L'abilità psicofisica viene certificata, periodicamente, da un medico abilitato. Chi non provvede autonomamente al rinnovo del certificato, riceve una diffida, sanata con la consegna del modulo. In caso contrario, si procede al sequestro.

Le revoche

Le revoche del Porto d'arma avvenute in seguito ai controlli della questura negli ultimi sei mesi sono state 58. Due per difesa personale, trentadue per uso caccia e venticinque per uso sportivo. «Le motivazioni sono legate per lo più all'abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti», sottolinea il questore Sartori, «Situazioni di conflittualità all'interno della famiglia, o in rapporti interpersonali. Ovviamente ciò avviene anche nei casi di maltrattamenti domestici e violenza di genere».

Per procedere alla revoca non sono necessarie sentenze di condanna, e neppure denunce. «Se si sospetta un caso pericoloso, l'autorizzazione e l'arma vengono ritirate», rassicura Sartori. «La revoca avviene anche nel caso un'ispezione individui un'arma da fuoco tenuta in modo scorretto. Secondo le linee guida, infatti, esse devono essere riposte in luoghi il cui accesso sia interdetto ai minori o a persone non autorizzate», aggiunge il commissario Marco Bartocci, dell'Ufficio armi della questura.

Altre raccomandazioni riguardano l'importanza di una manutenzione costante e la denuncia immediata in caso di furto.

Gli interventi di rilievo

Lo scorso 10 maggio gli agenti sono intervenuti in via Capri, presso l'abitazione di un 70enne, per procedere al ritiro di un fucile. L'uomo non aveva infatti fornito il certificato medico necessario. L'uomo si era barricato in casa, rifiutandosi di ragionare con i poliziotti che, visto l'alto rischio, hanno ricevuto il supporto del reparto speciale (Uopi), il quale ha accerchiato l'edificio. Un agente è successivamente entrato nell'abitazione riuscendo, dopo lunghi tentativi, a convincere il 70enne a consegnare il fucile. Un altro caso recente ha riguardato un'abitazione in centro, appartenente ad una persona defunta. Qui gli agenti del nucleo tiratori scelti hanno rinvenuto e sequestrato armi non denunciate, alcune delle quali risalenti alla seconda guerra mondiale. Nella casa sono stati trovati: un lanciarazzi, una Beretta, una pistola Walther P32 e un fucile mitragliatore.