BOLZANO. Dal traffico del raccordo anulare ai sentieri sospesi tra le Dolomiti. Nicolò Brandolini e Valeria Busbani hanno cambiato vita quando avevano poco più di vent'anni, lasciandosi alle spalle Roma per trasferirsi in Trentino-Alto Adige. Oggi la loro quotidianità fatta di escursioni, panorami mozzafiato e avventure in montagna viene seguita da oltre 137 mila persone sulla pagina Instagram _nicoandvaleria_.Lui, 26 anni, oggi lavora come content creator. Lei, 24, è contabile a Bolzano. Vivono in Val di Cembra e da tre anni raccontano online la loro nuova esistenza tra trekking, viaggi e vita di coppia. C'è stato un momento preciso in cui avete capito che Roma non era più il vostro posto?Sì, dopo una vacanza nel Nord Italia, nel 2021. Già arrivando sul Lago di Garda abbiamo percepito un'atmosfera completamente diversa. A pesare era soprattutto il ritmo della capitale: uscivamo di casa all'alba e rientravamo la sera tardi. Anche il traffico incideva tantissimo. Qui facciamo 50 chilometri in 20 minuti, lì, per lo stesso tragitto, serviva un'ora e mezza.Che cosa vi manca della vita di prima?Sicuramente alcune amicizie, ma siamo stati accolti benissimo e ci siamo sentiti subito parte della comunità. Ci hanno aiutato persino durante il trasloco.Quanto lavoro si nasconde davvero dietro ai vostri contenuti?Molto più di quello che si immagina. Tutto parte dalle aziende o dagli enti turistici che ci contattano. Noi cerchiamo sempre di adattare il progetto alla nostra storia e al nostro stile.Poi arriva il lavoro sul campo: riprese, droni, attrezzature professionali, che possono costare migliaia di euro, montaggio e revisioni video. L'editing occupa gran parte del tempo.Vivete insieme, lavorate insieme, come fate a non litigare?La verità è che conviviamo da tantissimo tempo, già da quando vivevamo a Roma. Non siamo la famiglia perfetta del Mulino Bianco, cerchiamo di mostrare anche le nostre imperfezioni sui social. A volte discutiamo, perché abbiamo due caratteri diversi, ma è anche questo il bello, e la parte stimolante.Qual è stato il viaggio più epico che avete vissuto?Un road trip in Svizzera con il van. Vivere in uno spazio minuscolo per giorni è stata la prova definitiva della nostra convivenza. A un certo punto si è pure rotto il bagno del camper, ma ce la siamo cavata.C'è un luogo delle Dolomiti che continua a emozionarvi come la prima volta?Cima Pisciadù, del Gruppo del Sella. E il Catinaccio è sempre speciale.L'escursione più difficile affrontata finora?Il percorso tra la Val di Tires e il Passo Molignon (2.598 m). C'erano neve e nebbia ovunque, eravamo anche con il nostro cane Yuki, e a un certo punto abbiamo capito che la scelta più intelligente era quella di tornare indietro.Vi aspettavate una community così grande?Assolutamente no. All'inizio volevamo solo condividere fotografie e creare una sorta di diario digitale. Negli ultimi anni, però, il progetto è cambiato. Prima parlavamo esclusivamente dei luoghi, oggi raccontiamo soprattutto noi stessi. Le persone non vogliono solo conoscere le Dolomiti, ma Nico e Valeria, nella loro quotidianità.Dove vi vedete tra dieci anni?Sicuramente qui, in montagna. Questo per noi è un progetto a lungo termine. Abbiamo già organizzato dei weekend con i nostri follower in diversi rifugi, ed è stato bellissimo condividere il tempo con loro.Chi prepara peggio lo zaino?«Nicolò», risponde prontamente Valeria. Lui protesta: «Non è vero, ho fatto gli scout per anni e so bene cos'è essenziale». Lei ribatte: «Io almeno porto sempre tutto», e lui: «Sì, anche gli scaldamani, d'estate».@RIPRODUZIONE RISERVATA