BOLZANO. Quattromila contatti, 723 casi trattati; mobbing e conciliazione famiglia-lavoro in primo piano. La Consigliera di parità Brigitte Hofer ha presentato oggi in Consiglio provinciale la Relazione d'attività per l'anno 2024. L'anno 2024 è stato nuovamente impegnativo per l'ufficio della Garante.

Oltre 4.000 contatti hanno portato a 723 trattazioni di casi concreti. È significativo constatare che un numero sempre maggiore di uomini si rivolge alla Consigliera di parità, sebbene la loro presenza resti ancora inferiore rispetto a quella delle donne. Un particolare focus nel primo anno di mandato è stato posto sulla creazione di reti di collaborazione, su una maggiore visibilità attraverso una nuova immagine e materiale informativo, nonché sulla presentazione del progetto „La Consigliera di parità incontra le scuole". Questo progetto offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di conoscere in modo interattivo il lavoro della Consigliera di parità e di visitare successivamente il Consiglio provinciale.

Nel 2024, si sono rivolte alla Difensora civica Veronika Meyer 7.414 persone, di cui 6.444 per reclami e 970 per consulenze. Un terzo dei reclami riguardava i Comuni.

Il Centro Antidiscriminazioni ha avuto 260 contatti, in 139 casi ha fornito consulenza su questioni di discriminazione. Prima a intervenire è stata la Difensora civica Veronika Meyer, che ha riferito innanzitutto come la varietà delle richieste dei cittadini offra una visione molto ampia della società altoatesina, e come nel primo periodo di attività si sia posta la priorità di entrare personalmente in contatto con la rete costruita dai suoi predecessori con l'amministrazione pubblica, le associazioni e i gruppi di interesse, nonché curare la collaborazione con le altre Difese civiche partecipando a convegni e incontri con colleghe e colleghi di altre regioni italiane e dei Paesi di lingua tedesca, e mantenendo contatti personali con i componenti del "Coordinamento nazionale".

Nello spazio riservato alla Difesa civica ha presentato la propria relazione anche Priska Garbin, responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni, che è insediato proprio presso di essa. Garbin ha sottolineato innanzitutto che il principio costituzionale della dignità della persona dovrebbe essere il riferimento per la convivenza e per tutte le decisioni politiche e istituzionali, e ricordato che il Centro Antidiscriminazioni ha il compito di intervenire laddove le persone vengono discriminate a causa della loro identità e viene violato il principio della parità di trattamento.

Nel 2024, il Centro Antidiscriminazioni ha avuto 260 contatti. In 139 casi ha fornito consulenza su questioni di discriminazione, supporto legale e informazioni generali sulla parità di trattamento. 48 persone hanno segnalato casi di discriminazione. Le richieste più frequenti riguardavano discriminazioni per motivi di appartenenza etnica e razzismo; quasi altrettanto numerose le richieste pervenute da parte di persone con disabilità.