BOLZANO. Dopo quasi mezzo secolo, l’Alto Adige cambia le regole per il riconoscimento della disabilità e il sostegno alle persone con invalidità. La Giunta provinciale ha approvato il 9 ottobre il disegno di legge presentato dall’assessora Rosmarie Pamer, che sostituirà la normativa del 1978 e adeguerà quella sull’inclusione del 2015. L’obiettivo è recepire la riforma nazionale che entrerà in vigore nel gennaio 2027, introducendo nuovi criteri di valutazione e il cosiddetto progetto di vita.

La principale novità riguarda l’accertamento della disabilità, che sarà affidato a un’unità di valutazione istituita presso il Servizio di Medicina legale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. La procedura partirà da un certificato medico e seguirà criteri uniformi, mantenendo la possibilità di ricorso. «Le persone con disabilità meritano ogni tipo di sostegno per affrontare la vita quotidiana nel modo più autonomo possibile», sottolinea Pamer.

La riforma conferma le pensioni e le indennità previste per invalidi civili, persone cieche e sorde, mentre criteri e modalità di erogazione saranno definiti dalla Giunta. Per le persone non autosufficienti sopra i 70 anni continueranno a valere le disposizioni precedenti. L’assessore alla Salute Hubert Messner evidenzia il ruolo centrale della Medicina legale nel garantire valutazioni approfondite e scientificamente fondate.

Tra le novità figura il progetto di vita personalizzato, un percorso costruito sulle esigenze, sui desideri e sulle aspettative della persona con disabilità, con il supporto di un’équipe. L’obiettivo è favorire autonomia, inclusione e partecipazione alla vita sociale. La Provincia ha già aderito alla sperimentazione nazionale. Il disegno di legge è ora all’esame del Consiglio provinciale, dove dovrebbe arrivare in aula all’inizio di dicembre.

(foto Ansa Epa)