BOLZANO. Sul dibattito, accesissimo, relativo alla legge provinciale sulla profilazione del Dna dei cani, il capogruppo de La Civica per Bolzano, Gabriele Repetto, lancia una proposta alternativa e potenzialmente risolutiva capace di trasformare un problema tecnico–politico in un’opportunità concreta per gli animali.

Repetto parte da un principio chiaro: «La competenza della legge sul Dna dei cani è chiaramente della Provincia, ma da capogruppo di una forza che governa la città di Bolzano voglio lanciare una proposta che aiuti anche una struttura presente nel comune di Bolzano con una valenza provinciale (in questo momento, senza il canile di Naturno, totalmente provinciale): il canile sanitario della Sill”.  

Oggi sono oltre 11.000 i proprietari che hanno già profilato il proprio cane, con una spesa media di circa 100 euro ciascuno. Un totale che supera il milione di euro. Restituire quella somma ai cittadini, secondo Repetto, non è però un’operazione realistica: «Nonostante gli appelli e i proclami dobbiamo semplicemente ammettere con i cittadini che restituire quei soldi è tecnicamente molto complesso, quasi impossibile. In che forma? Con che meccanismo? Con quale cornice legislativa? Con quanti rischi di intervento della Corte dei Conti? Siamo onesti, è un Everest».

Da qui la proposta: destinare l’equivalente della spesa complessiva non ai rimborsi impossibili, ma al rafforzamento del personale della Sill, che oggi opera in condizioni di carico elevatissimo. «Bene, con un milione possiamo davvero fare qualcosa per i cani. In particolare per i cani che un proprietario e una casa non ce l’hanno. Aiutiamo la Sill in modo concreto rafforzando il personale. La Provincia può tranquillamente destinare il milione all’assunzione di nuovo personale per la Sill. Ipotizzando 50.000 euro annuali di spesa potremmo dotare il canile, per esempio, di due veterinari in più per dieci anni».

Il capogruppo sottolinea che sarebbe un intervento doppiamente utile: da un lato per migliorare la qualità del servizio veterinario provinciale, dall’altro come forma di riconoscimento verso chi lavora nella struttura.

«Sarebbe un aiuto importantissimo per una struttura che da anni non è più aperta al volontariato dei cittadini e che è costantemente sottoposta a carichi di lavoro estremamente importanti visto, purtroppo, il numero di animali che devono gestire. E sarebbe anche una sorta di risarcimento per le tante ore che il personale della Sill ha dovuto impiegare per prelevare i campioni per la profilazione come servizio ai cittadini. Ore buttate se la norma non produce alcun effetto, ore sottratte alla cura degli animali».

Repetto conclude con un appello diretto alla chiarezza e al buon senso: «Penso sia più semplice dire a chi ama il proprio cane: “scusa, abbiamo sbagliato e quei soldi non riusciamo più a ridarteli, ma sai che c’è? Li destiniamo a quei cani che non hanno la fortuna di avere un amore e una casa”. Io penso capirebbero tutti». Una proposta che, se accolta, trasformerebbe una legge contestata in un investimento strutturale a tutela degli animali più fragili della provincia.