BOLZANO. Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne. Fondamentale, quando da sole non se ne ha la forza, chiedere aiuto. «Siamo state tra le prime realtà al femminile in Alto Adige a scendere in campo per accompagnare chi ha bisogno e andiamo fiere del lavoro svolto fino ad ora. E in un mondo che si fa sempre più complicato è tanta la strada da fare». L'associazione "Donne che aiutano donne" - "Frauen Helfen Frauen" - compie quarant'anni - tra le fondatrici Martha Ebner - e li festeggia il 10 ottobre in piazza della Mostra dalle 10.30 alle 13.30. «Siete tutti invitati». Annette Toggenburg Andergassen - la presidente, nella foto qui sotto - spiega che donne e ragazze che vivono una situazione di crisi e difficoltà possono venire in consultorio, telefonarci o mandarci una email per trovare una via d'uscita a soluzioni complesse. «O semplicemente per parlare ed essere ascoltate. Possono farlo, se credono, anche in forma anonima. Siamo qui a porgere sostegno non certo a giudicare. Non serve prenotare, non serve riempire moduli e il servizio è completamente gratuito. Se non riusciamo a rispondere alle loro domande, le indirizziamo verso istituzioni specializzate».

 

Ogni anno chiedono aiuto tra le 500 e le 600 persone.

In quante chiedono aiuto? Sono circa 500 - 600 l'anno, donne cresciute qui e che vengono da fuori». La fascia d'età più rappresentativa - secondo gli ultimi dati - ha tra i 41 e i 60 anni, segue quella fino a 40 anni e quindi over 60.

Problemi finanziari, di coppia, di lavoro e violenza domestica

Le problematiche? Ad ampio raggio. «In primis problemi finanziari, poi di coppia, problemi familiari, di salute e richieste di un aiuto legale. A proposito riusciamo a offrire consulenza grazie all'impegno di tre specialisti. Tante ci portano problemi di lavoro tra chi fatica a trovarlo e chi l'ha perso». Mutuo, affitto, spese condominiali, bollette, benzina. Tutto costa di più. La stessa spesa al supermercato si è fatta complicata. «E noi tra donazioni e 5 per mille ecc. riusciamo a dare una mano concreta. Abbiamo anche una stanzetta guardaroba (Kleiderkammer) con un armadio pieno di vestitini per bimbi molto piccoli, zainetti, carrozzine. Che doniamo a chi è in difficoltà».Numerose purtroppo le richieste d'aiuto per casi di violenza «quando è così contattiamo sempre la "casa degli alloggi protetti"». Limitato ma presente l'aiuto per abusi sessuali.In associazione lavorano attualmente quindici volontarie, coordinate da Trixy von Pretz, che dell’associazione è la coordinatrice.

«Le donne che lavorano nel nostro gruppo - spiegano in associazione - si impegnano a seguire corsi di formazione e aggiornamento che puntano sull'empatia e la capacità di dialogo. Le collaboratrici frequentano seminari sul diritto di famiglia e seguono specialisti di vari settori. Psichiatri, psicologhe, avvocatesse, assistenti sociali come anche rappresentanti della polizia e del consultorio per profughi. Fondamentale essere aggiornati per essere in grado di offrire risposte corrette e tempestive. Siamo inoltre in contatto con il consultorio per uomini. Ci riuniamo ogni mese per discutere ed affrontare i problemi man mano che si presentano, sempre supportati da specialisti». "Donne che aiutano donne" invita chi ne sente la necessità ad un contatto. «Siamo qui da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 allo 0471 973 399. Se volete potete passare nel nostro consultorio di Via Streiter 1/B, per un colloquio. Per qualsiasi ulteriore informazione basta che ci contattiate anche fuori dagli orari d'ufficio, siamo più che elastici, basta accordarsi e vedrete che una soluzione si trova sempre».

(nella foto in alto, da sinistra, Wally Amplatz, Verena Schenk, Trixy von Pretz, Annette Toggenburg Andergassen, Bettina von Pretz)