TRENTO. L’emergenza aperta a Bolzano dopo la morte di due neonati a causa di un’infezione da Serratia si riflette anche sulla neonatologia del Santa Chiara di Trento. Nei giorni successivi alla tragedia, l’Azienda sanitaria altoatesina ha chiesto supporto per le gravidanze a rischio e per i piccoli che necessitano di terapie intensive. Ma il reparto trentino, che dispone di 16 posti tra intensiva e sub-intensiva, non è in grado di assorbire un afflusso aggiuntivo.

Il nodo principale non riguarda gli spazi fisici, ma la carenza di personale: con organici più ampi, i posti potrebbero salire a 20, ma oggi il reparto lavora al completo delle sue forze. Così, nella notte di Ferragosto, una donna meranese alla 27esima settimana non ha potuto essere trasferita a Trento.

Nel frattempo, a Bolzano proseguono le indagini: i carabinieri del Nas hanno effettuato un sopralluogo e la prossima settimana saranno eseguite le autopsie sui due neonati.