PHOTO
BOLZANO. Ha ripetuto per filo e per segno quanto aveva già raccontato agli investigatori della Squadra mobile. Qualche giorno fa, la sedicenne che tra il 4 e 5 agosto scorso sarebbe stata rapita, probabilmente drogata e abusata per ventiquattro ore è stata riascoltata dal giudice per le indagini preliminari Ivan Perathoner, in sede di incidente probatorio. La giovane è stata ascoltata in ambiente protetto - la cosiddetta "sala specchi" che garantisce protezione alle vittime - alla presenza del sostituto procuratore Igor Secco, dell'avvocatessa che l'assiste e del legale di Alessandro Pecoriello, il 37enne operatore socio-sanitario arrestato con le pesantissime accuse di violenza sessuale aggravata dall'utilizzo di sostanze narcotiche e dalla minore età della vittima, sequestro di persona, cessione di droga e il procurato stato di incapacità.
Nei prossimi giorni, inoltre, verrà conferito l'incarico a un perito per le analisi sul sangue e sulle urine della sedicenne che, dopo essere stata adescata dall'uomo ad una fermata del bus, in centro città, ha raccontato di essere salita sulla sua auto per recarsi a una festa techno a Trento e di essere stata probabilmente drogata. Durante il viaggio, infatti, Pecoriello avrebbe offerto alla giovane dell'acqua con tranquillanti, così da azzerare le sue difese e poter abusare di lei.
I risultati delle analisi su sangue e urine saranno poi confrontati con quelli dell'acqua delle bottiglie ritrovate nell'appartamento dell'uomo, perquisito subito dopo la denuncia della sedicenne. Si tratta di un aspetto importante su cui fare chiarezza perché l'uomo, che ha fatto parziale ammissioni durante l'interrogatorio di garanzia, ha sempre respinto l'acqua di aver narcotizzato la giovane. Lo stato in cui si era venuta a trovare la ragazza, aveva spiegato il suo difensore, l'avvocato Attilio Triggiani, «era solamente dovuto agli effetti di cannabis e birra». Pecoriello ha affermato che la giovane era consenziente.
Al vaglio degli inquirenti anche il cellulare dell'uomo che avrebbe filmato gli abusi sulla giovane, sia quelli compiuti in auto dopo essersi fermato in un meleto all'altezza di Salorno, sia quelli più prolungati perpetrati nel suo appartamento, dove l'aveva successivamente condotta e dove l'avrebbe trattenuta per molte ore. Nei giorni successivi all'arresto di Pecoriello sono spuntate altre denunce nei suoi confronti.
Denunce che risalgono a diversi anni fa per episodi che, avvenuti tra la Puglia e la Sicilia, sembrano avere somiglianze con quanto accaduto in Alto Adige lo scorso agosto.


