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BOLZANO. Sono circa 700 gli alloggi attualmente vuoti dell’Ipes in Alto Adige che l’Istituto per l’edilizia sociale punta a rimettere a disposizione della comunità. Un obiettivo che si inserisce in un contesto di crescente difficoltà abitativa e che richiede di accelerare gli interventi sugli appartamenti non occupati. Per farlo, l’Ipes intende rafforzare la collaborazione con le imprese del territorio, a partire dal comparto artigiano.
È questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi nella sede dell’Ipes in via Orazio, a Bolzano, tra il neo-presidente dell’Istituto, Christian Battisti, e i vertici di CNA Alto Adige Südtirol: il presidente Cristiano Cantisani, il vicepresidente Michael Stefaner e la direttrice Lorena Palanga.
Il confronto ha permesso di individuare possibili modalità per rendere più efficace la collaborazione tra l’ente e le aziende artigiane, mettendo a disposizione competenze tecniche ed esperienza per ridurre i tempi necessari a completare gli interventi sugli alloggi sfitti.
Un passaggio importante riguarda la scelta di affidare i lavori attraverso appalti di piccole e medie dimensioni, una formula che punta a favorire la partecipazione delle imprese locali. «Il presidente Battisti ha a cuore l’economia del territorio che conosce bene», sottolineano Cantisani e Stefaner, evidenziando come la strada annunciata vada nella direzione di un maggiore coinvolgimento del tessuto economico altoatesino.
Da parte dell’Ipes, l’intenzione è passare rapidamente alla fase operativa. «Siamo pronti a partire a breve con le gare e confidiamo che la risposta da parte delle aziende del territorio sia positiva», afferma il presidente Christian Battisti.
La collaborazione dovrà quindi tradursi in interventi concreti, con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibili il maggior numero possibile di appartamenti oggi inutilizzati. In questo percorso, CNA potrà svolgere una funzione di collegamento tra l’Istituto e le imprese artigiane, facilitando il dialogo e la partecipazione delle aziende interessate.
Il recupero degli alloggi vuoti viene indicato come una delle risposte all’emergenza abitativa in Alto Adige, particolarmente sentita nei centri urbani, dove la disponibilità di appartamenti rappresenta un problema per molte famiglie. «L’obiettivo comune è quello di risanare in tempi brevi gli alloggi vuoti così da dare una boccata di ossigeno all’emergenza abitativa sempre più acuta in Alto Adige e in particolare nei centri urbani», concludono Battisti e Cantisani.
La sfida, adesso, sarà trasformare l’intesa in un programma di lavori capace di ridurre i tempi di recupero e riportare sul mercato sociale una parte consistente del patrimonio abitativo attualmente inutilizzato.


