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BOLZANO. Ha scelto la scuola dell'infanzia Casa dei Bambini "Maria Montessori" di via Parma e una cooperativa che offre servizi per la prima infanzia come destinatari dei suoi beni o almeno di una parte di essi. È la generosa scelta fatta da un bolzanino scomparso nel novembre del 2025 all'età di 86 anni. Pochi mesi prima di morire si era rivolto ad uno studio notarile, per mettere nero su bianco le ultime volontà. È così che ha stabilito che le sue proprietà (o almeno una parte), ovvero il suo appartamento di 86 metri quadrati in via Talvera; un box di 60 metri quadrati in un comune fuori provincia e le quote di partecipazione ad una società, sarebbero state divise a metà tra due soggetti che si occupano, a diverso titolo, della prima infanzia.
Insomma, nell'ultimo tratto della vita, ha pensato ai bambini. E per questo ha scelto appunto la scuola dell'infanzia Casa dei Bambini "Maria Montessori" di via Parma e una cooperativa che opera sempre nel settore dell'infanzia. Ma la Casa dei Bambini è di proprietà del Comune e quindi i beni sono destinati all'ente. Domani l'assessore Claudio Della Ratta porterà nella seduta di giunta il promemoria con cui si propone all'amministrazione di accettare l'eredità. Sarà interessante vedere cosa il Comune intenderà fare dei beni ricevuti a metà appunto con la cooperativa.
«Prima di dire quali saranno le scelte future - spiega l'assessore Della Ratta - dobbiamo effettuare una serie di passaggi previsti dalla legge per entrare in possesso dei beni. Si vedrà poi com'è l'alloggio e si deciderà cosa fare. A me piacerebbe - se il resto della giunta sarà d'accordo - acquistare l'altra parte destinata nel testamento ad una cooperativa. Poi si potrebbe pensare di assegnarlo a padri o madri in difficoltà. E comunque per scopi sociali». Non capita spesso, ma capita, che persone sole prima di morire decidano di lasciare i loro beni in eredità ad enti o associazioni, perché da quello che uno ha accumulato nel corso della vita, possa derivare qualcosa di buono anche per altri.
È il caso di un sarto bolzanino, scomparso nel 2016 all'età di 79 anni, che nel testamento, consegnato due anni prima di morire nello studio di un avvocato bolzanino, aveva scritto a mano le sue volontà: i 534 mila euro messi da parte in una vita di lavoro dovevano essere utilizzati per iniziative in campo sociale. Più precisamente aveva indicato come destinatari della somma divisa in tre parti uguali: Assb, Lapic e Caritas. L'associazione Lapic aveva investito una parte del lascito nel progetto "Wheel Scout", una applicazione, scaricabile dal sito dell'associazione, che indica a quanti si muovono in sedia a rotelle, con il deambulatore o a piedi, i percorsi senza barriere architettoniche.


