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BOLZANO. L'inchiesta sui presunti falsi certificati di bilinguismo apre un dibattito che va oltre il piano giudiziario e coinvolge il futuro dell'insegnamento delle lingue, la tutela del sistema del patentino e le esigenze del mercato del lavoro. Nelle ultime ore sono intervenuti il primario e sindacalista Reinhold Perkmann, l'avvocato Nicola Canestrini e l'assessore provinciale Christian Bianchi, con posizioni diverse ma accomunate dall'invito a non trarre conclusioni affrettate.
Per Reinhold Perkmann, l'inchiesta deve diventare l'occasione per ripensare il modo in cui viene insegnata la seconda lingua in Alto Adige. "Serve un cambio di passo nell'insegnamento della seconda lingua", ha affermato ai microfoni di Rai Südtirol, spiegando come la formazione linguistica debba essere calibrata sulle specifiche esigenze professionali: medici e operatori sanitari, ad esempio, hanno bisogno di un lessico molto diverso rispetto a quello richiesto a un ingegnere. Secondo il primario, per superare le barriere linguistiche nella quotidianità ospedaliera e migliorare la comunicazione con i pazienti sarà importante anche il contributo dell'intelligenza artificiale e dei mediatori linguistici all'interno delle strutture sanitarie.
Sul fronte giuridico interviene l'avvocato Nicola Canestrini, che richiama il principio della presunzione di innocenza. "Le indagini della Procura di Bolzano andranno ora valutate nelle sedi proprie, posizione per posizione: i numeri diffusi indicano verifiche in corso, non accertamenti compiuti, e fino a pronuncia definitiva vale la presunzione di innocenza". Canestrini aggiunge: "Accanto a questo c'è un secondo interesse da tutelare, ed è quello delle migliaia di persone che il patentino lo hanno conseguito regolarmente: non devono finire, per effetto di una cifra, sotto un sospetto generalizzato. Il sistema del bilinguismo si difende distinguendo le posizioni, non sommandole."
Anche l'assessore provinciale e coordinatore di Forza Italia Christian Bianchi invita alla prudenza, ribadendo la fiducia nel lavoro della magistratura. Bianchi ricorda che il conseguimento dell'attestato attraverso enti privati accreditati è una modalità prevista dalla normativa e quindi pienamente legittima. Al tempo stesso osserva che, al di là degli sviluppi dell'inchiesta, la vicenda impone una riflessione politica sul futuro del bilinguismo: pur restando un pilastro dell'autonomia e della convivenza altoatesina, la crescente carenza di personale e l'arrivo di lavoratori da fuori provincia richiedono strumenti più adeguati alle nuove esigenze sociali ed economiche, così da garantire la qualità dei servizi pubblici senza mettere in discussione i principi fondanti del sistema.
Intanto, la Provincia di Bolzano interviene per chiarire un aspetto organizzativo emerso dopo la diffusione della nota della Guardia di Finanza. L'Ufficio Bilinguismo e lingue straniere precisa infatti di non essere competente in materia di certificati di bilinguismo. "L'ufficio di riferimento è il Servizio esami di bi e trilinguismo", che segue anche l'informazione sulle possibilità di riconoscimento dei titoli. L'Ufficio Bilinguismo e lingue straniere, viene spiegato, si occupa invece dell'erogazione di contributi per promuovere la conoscenza della seconda lingua e delle lingue straniere a favore di enti, associazioni e realtà senza scopo di lucro, oltre a gestire il Centro Multilingue di Bolzano e la Mediateca Multilingue di Merano, che offrono servizi per l'apprendimento autonomo delle lingue.





