Il caso

Femminicidio di Silandro, Cim preparò il delitto per quasi un mese

Le motivazioni della sentenza: "Celine Frei Matzohl uccisa in appena due minuti". I coltelli nascosti nel mobiletto vicino al divano sul quale si sarebbe seduta la vittima

LA SENTENZA Condannato all’ergastolo



BOLZANO. «Il proposito criminoso è insorto in Omer Cim all'incirca il 20-22 luglio 2023, quando ha definitivamente compreso non solo che Celine Frei Matzohl non voleva più una relazione ufficiale né coinvolgerlo nella propria vita, ma anche che non intendeva rimettere la querela sporta nei suoi confronti» (per averla aggredita e minacciata di morte, tra il 17 e il 18 giugno). Da quel momento «ha iniziato a predisporre i mezzi per commettere l'omicidio», mettendosi alla «concreta e costante ricerca di un'arma» e «a organizzare le modalità esecutive», nascondendo i coltelli nel mobiletto vicino al divano sul quale si sarebbe seduta la vittima e sul quale appoggiò gli orecchini di perla «per attirare la sua attenzione».

In questo modo, quando lei gli diede le spalle, lui la colpì alla nuca con il manico del coltello, stordendola, per poi mettersi a cavalcioni sopra di lei e accoltellarla con nove fendenti. Un'azione durata «appena due minuti».

È uno dei passaggi chiave delle motivazioni con i quali la corte d'assise di Bolzano ha condannato Cim all'ergastolo per l'omicidio pluriaggravato dell'ex compagna, Frei Matzohl, avvenuto nell'appartamento di lui, a Silandro, la notte tra il 12 e il 13 agosto 2023, alla vigila del ventunesimo compleanno della ragazza. Dopodiché, Cim tentò la fuga (incrociando in auto la madre della vittima che, non vedendola tornare a casa, aveva cominciato a cercarla «allarmata»), ma venne fermato dai carabinieri che spararono alle gomme della macchina che, la mattina del giorno in cui aveva deciso di ucciderla, si era fatto prestare da un amico.













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