BOLZANO. Il "buon compleanno" è stato intonato in italiano, tedesco, inglese e spagnolo. Perché la folla di appassionati che ieri (domenica 14 settembre) ha riempito piazza Tribunale per festeggiare i 30 anni della Lotus Elise è giunta davvero da ogni angolo d'Europa. E molti, a Bolzano, ci sono arrivati proprio al volante della piccola e rivoluzionaria sportiva inglese, presentata al Salone di Francoforte il 12 settembre 1995 e prodotta, nelle varie versioni, fino al 2021. Schierate davanti al Palazzo di Giustizia, ieri, ce n'erano 85. E con esse anche qualche altro storico modello della Lotus. Uno per tutti: la Esprit.
La vera star della giornata, però, è stato il bolzanino Romano Artioli, 93 anni portati alla grandissima e "papà" della Lotus Elise. Fu lui, infatti, che nel 1993 acquistò una Lotus ormai sull'orlo del fallimento dalla General Motors e diede l'input per creare la nuova sportiva, risollevando le sorti dell'azienda inglese. Ieri, Artioli ha firmato decine di autografi, stretto decine di mani e posato in decine di foto insieme a fan e proprietari di Elise adoranti. Ha autografato libri, cappellini, spoiler, specchietti retrovisori, ma anche i cofani delle auto. Accanto a lui, la nipote Elisa, a cui nonno Romano, nel 1995, decise di dedicare il piccolo bolide, chiamandolo appunto Elise. Per tutta la giornata, la ragazza ha vegliato sul nonno, preoccupata che l'assalto degli ammiratori potesse stancarlo, impedendo in maniera gentile ma decisa che Romano fosse trascinato qua e là per la piazza per uno scatto o una firma.
«Non partecipa mai a questi eventi - ha spiegato Elisa - e devo stare attenta che non si affatichi troppo». A pochi metri da lei, intanto, nonno Romano continuava a regalare sorrisi e autografi. «Quando ho acquistato la Lotus - spiega Artioli - era ormai allo sfascio e perdeva 30 milioni di sterline all'anno, da un paio d'anni. Riuscii a dare una svolta, infondendo fiducia in tutti i dipendenti. I risultati non tardarono ad arrivare: in breve risanammo i conti e avviammo la progettazione della Elise, presentata nel 1995. Un risultato a cui arrivai senza licenziare nemmeno uno dei 1450 dipendenti».
Un importante "aiuto" alla Lotus arrivò anche dal cinema. «Nel celeberrimo film Pretty Woman - ricorda ancora Artioli - Richard Gere guidava una Lotus Esprit bianca. Il film ebbe un successo incredibile e noi invademmo gli Stati Uniti con le nostre Lotus».
Poi, all'improvviso, l'imprenditore di fama internazionale torna nonno, ricordando il momento in cui, il 12 settembre di 30 anni fa, fu presentata l'Elise: «Lei era seduta nella vettura coperta da un telo - racconta - e quando fu sollevato, spuntò lei, che allora aveva solo due anni e mezzo. Le foto di quella bimba bellissima sulla nuova sportiva di casa Lotus intenerirono tutti e vennero pubblicate su tutte le riviste del mondo». Quella di domenica 14 settembre, insomma, è stata una grande festa per celebrare un'auto dalle caratteristiche tecniche rivoluzionarie, che ha fatto la storia dell'automobilismo, e per rendere omaggio all'uomo che riuscì a realizzare quel progetto. Una festa organizzata dal Veteran Car Team di Bolzano, in collaborazione con il Comune di Bolzano, l'Azienda di Soggiorno, Credem Financial Wellbanker, Delightful Driving e la stessa Lotus. Tra coloro che non hanno voluto mancare all'appuntamento, oltre ovviamente a Davide Brancalion, presidente del Veteran Car Team, anche il sindaco Claudio Corrarati e il giornalista Ezio Zermiani, storico inviato Rai ai Gran Premi di Formula 1 e icona dell'automobilismo.

