La storia

Francesco, a 21 anni in volo: allievo pilota con Ryanair

Sprinceanu: «Nel primo volo esplorativo ho visto Miami e la Florida dall’alto, ora sogno l’aviazione civile. Mi piace l’idea di portare le persone nei viaggi che cambiano la vita. Sogno la divisa da aviatore da quando ero un bambino e facevo avanti a indietro tra l’Italia e la Romania


Maddalena Ansaloni


BOLZANO. Un volo di linea non è mai solo un volo di linea. È l'andata o il ritorno del primo viaggio di due innamorati. È il groppo in gola dello studente che lascia il suo Paese per un futuro altrove. È il papà, che non ha mai preso l'areo, e per la prima volta a sessant'anni fa 30 ore di volo per riabbracciare la figlia che vive in Australia. Il pilota di linea, quindi, non è mai solo un pilota di linea. È la persona che permette che gli altri vivano tutto questo. Colui che collega mondi lontanissimi.

Francesco Sprinceanu, a soli 21 anni, si prepara a farlo con il sorriso di chi è a pochi passi dal realizzare un sogno. Da quando a sette anni, mentre faceva avanti e indietro dalla Romania all'Italia, vedeva in quelle divise, in quelle ali e motori ciò che teneva unita la sua storia. Francesco è nato a San Candido da genitori romeni. Dopo il diploma di scuola media al Rainerum, si è trasferito giovanissimo a Forlì per frequentare l'istituto Aeronautico. Preso anche questo diploma con il massimo dei voti, è partito alla volta della Florida per mettere in pratica gli studi alla scuola di volo e, finalmente, alzarsi in cielo veramente. «Il primo è stato un volo esplorativo in cui ho visto Miami dall'alto, la costa e l'oceano. Ho sentito un brivido, ero felice», racconta al telefono con la voce carica di emozione. A maggio lo aspetta la sfida più grande: inizia il periodo di formazione professionale, assunto come apprendista presso la compagnia aerea Ryanair.

Se tutto va bene, fra un anno o poco più sarà a tutti gli effetti un pilota…

Esatto, nel giro di poco tempo dovrei volare a pieno regime. Prima mi aspettano i corsi in Inghilterra di teoria e con i simulatori di volo, dovendo affrontare vari esami nel mezzo. Poi dovrei arrivare a fare i primi voli di linea affiancato da un pilota istruttore. È una sensazione strana: da un parte so che sono vicinissimo a realizzare il mio sogno, dall'altra sento che la vera sfida di addestramento inizia ora. Un misto di gioia e forte senso di responsabilità. Per entrare nel periodo di formazione ho affrontato vari test, teorici, pratici e psico attitudinali. Simulano delle emergenze per vedere le competenze tecniche, ma anche la gestione delle emozioni e la capacità di lavorare in squadra.

Cosa l'appassiona di più del mestiere di pilota?

Mi piace l'idea di portare le persone in un viaggio che magari sta cambiando la loro vita. Anche io quando sono andato a Dublino per il colloquio ho vissuto il volo come un momento solenne. Di realizzazione. Mi piace pensare che sul volo che pilotiamo ci sono persone che vanno a trovare i propri cari, o che vedono per la prima volta una parte del mondo. Poi mi piace il fatto che sia molto metodico, serve concentrazione e tanta competenza per arrivare da un concetto teorico dell'areo che si alza in aria, a trovarsi in pista per farlo accadere nella realtà.

È un sogno che ha da sempre?

Sì, da quando ero piccolo. Ho entrambi i genitori romeni e prendevamo spesso l'aereo per andare dalla famiglia. Io adoravo il viaggio: vedere i piloti in divisa, la sensazione fisica del decollo. Crescendo ho capito che avrei potuto farlo di lavoro. A 14 anni mi sono trasferito a Forlì per frequentare l'istituto Aeronautico Baracca. Nel 2023 mi sono diplomato con 100 e lode.

Ci sono materie molto specializzate?

Sì, infatti lo studio non è facile. Tanta meccanica, incentrata sul funzionamento dei motori. Le procedure di navigazione, con lo studio delle rotte. Durante i cinque anni abbiamo preso dimestichezza con i simulatori radio e del traffico aereo. È stato un percorso di studi che mi ha interessato molto. Il diploma dà il titolo di perito aeronautico. Poi, per ottenere la licenza di volo, serve frequentare una scuola specifica.

Che lei ha frequentato in America…

Sì, a Naples in Florida. Un ambiente incredibile per volare.

E dopo la scuola?

Ho mandato varie candidature per entrare in aviazione civile. Sono andato a Dublino per un colloquio e i test psicoattitudinali: riflessi, memoria. Poi Ryanair mi ha assunto con un contratto di formazione che, se tutto va bene, mi porterà a diventare pilota professionista.













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