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BOLZANO. Ogni anno in Italia circa 150.000 persone si ammalano di Herpes Zoster, comunemente chiamato Fuoco di Sant'Antonio. Il virus della varicella, contratto in infanzia, rimane latente nel corpo, finché l'indebolimento del sistema immunitario - per via dell'età, di attori stressanti di vario genere, come per esempio anche la chemioterapia - lo riattiva. Il rischio è maggiore negli over 50 e in presenza di stress o patologie croniche.
Giuliano Piccoliori, medico di famiglia e responsabile scientifico dell'Istituto di Medicina Generale e Public Health di Bolzano, sottolinea che la vaccinazione è l'unico mezzo per prevenirlo. Tra le complicanze possibile la nevralgia post-erpetica, una delle situazioni più debilitanti. «In circa il 10% dei casi - soprattutto nei pazienti oltre i 40 anni - questo dolore neuropatico persiste per mesi o anni dopo la scomparsa delle lesioni, rendendo difficile il controllo farmacologico e incidendo pesantemente sulla qualità della vita».
Altre complicanze gravi includono lo Zoster Oticus, che può compromettere l'udito, e lo Zoster Oftalmico, che in taluni casi può minacciare la vista e richiedere un ricovero d'urgenza in ospedale. L'Herpes Zoster è contagioso solo tramite il liquido delle vescicole e solo per chi non ha mai contratto la varicella. Una volta che le lesioni si asciugano, scompare il rischio di trasmissione. Fino a pochi anni fa il vaccino vivo attenuato Zostavac era l'unico disponibile ed era somministrato principalmente a soggetti oltre i 64 anni o a partire dai 50 anni in presenza di fattori di rischio. «Oggi, grazie al vaccino ricombinante adiuvato Shingrix, è possibile offrire una protezione più solida e duratura. Questo vaccino è indicato non solo per gli anziani ma anche per soggetti più giovani, a partire dai 18 anni con immunodeficienza o in terapia immunosoppressiva, persone con insufficienza renale cronica in dialisi e persone con recidive o forme particolarmente gravi di Herpes».
Le vaccinazioni vengono effettuate dai Servizi di Igiene di tutti i Comprensori sanitari dell'Alto Adige e da una parte dei medici di famiglia e sono al momento gratuite per i nati tra il 1952 e il 1960 e per i malati cronici.


