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BOLZANO. Quasi certamente il raccolto anticipato di quest’anno delle mele Gala (le prime ad essere staccate dall’albero, almeno nei frutteti della Bassa Atesina) è quello più complicato di sempre. Negli anni passati si iniziava con le Gala staccando però solo il frutto di colore quasi completamente rosso, tralasciando gli altri; trascorsi due/tre giorni si ripassava a raccogliere un’altra parte dell’albero, sempre con la mela colorata; e infine un’altra ripassata e alle volte una quarta raccolta: un grande lavoro.
Quest’anno le indicazioni della Vog, il consorzio delle cooperative frutticole altoatesine, è raccogliere in uno o due stacchi quasi tutta la frutta dell’albero, indipendentemente dal colore. Per quale motivo? Ce lo ha spiegato Andreas Gschleier, frutticoltore di Ora, componente del consiglio di amministrazione della Vog.
«Non è possibile lasciare oltre sull’albero le mele perché sono già mature. Quindi è un rischio procedere a gradi la raccolta come in passato. Se si attende oltre, la mela per il troppo caldo conservata nelle celle continua a maturare e la polpa diventa farinosa, quindi la frutta non è fresca e succosa ed è quindi non più commerciabile. Quest’anno quindi per il troppo caldo, specie nelle ore notturne, dovremo conferire al consorzio Gala meno colorate. E proprio per queste difficoltà si cercano nuove varietà più adatte alla modifica del clima».
Andreas Gschleier ha iniziato il raccolto delle mele Gala il 3 agosto con 5 giorni in anticipo rispetto allo scorso anno. «Fatichiamo molto per il caldo – ci dice ancora – e abbiamo modificato gli orari di lavoro: si inizia a staccare mele alle 6 del mattino fino a mezzogiorno; poi pausa pomeridiana per evitare il picco della calura, fino alle 16 e quindi si torna a casa alle 19, ovviamente tutti stravolti».
Secondo il frutticoltore di Ora, già il 50/60% del raccolto delle Gala è stato conferito alla cooperativa “Roen” che, da poco ha assorbito il consorzio “Kurmark-Unifrut” di Magré, diventando la seconda “potenza” frutticola dell’Alto Adige e una delle più importanti d’Europa anche dal punto di vista dell’autosufficienza energetica, visto che il complesso nella zona fra il lago di Caldaro e Termeno utilizza interamente energia prodotta da fotovoltaico.
Concluso fra qualche giorno lo stacco delle Gala, toccherà alle Red Pop, una mela rossa di club proposta dalla Vog; quindi si passerà alle Stark che purtroppo nei frutteti di pianura della Bassa Atesina presenta scarsa colorazione, quindi Golden, un tempo la più prodotta in Alto Adige ma ora superata dalla Gala. Verso metà settembre – ma dipenderà dalle condizioni climatiche – sarà la volta delle Kanzi, una mela dolcissima, le Braeburn, le Granny (la mela verde acidula) e più avanti le rosse Cosmic e Giga. E poi arrivano le ultime ad autunno inoltrato: Pink Lady, Crimson Snow, Joja.
«Sono quattro mesi di raccolta – dice Gschleier – si parte con 38° di caldo per finire al freddo e in certi anni la mela è coperta dalla neve».
(In foto Andreas Gschleier e la moglie durante la raccolta delle mele Gala / foto Tonidandel)
Il problema, dunque, non riguarda soltanto quantità e qualità del raccolto, ma sta modificando concretamente il lavoro nei frutteti. Temperature elevate anche durante la notte riducono infatti l’escursione termica che favorisce la colorazione delle mele, mentre la maturazione procede rapidamente. Una corsa contro il tempo che obbliga produttori e cooperative a rivedere strategie consolidate da anni.


