CASTELROTTO. La procura di Bolzano non ha disposto l’autopsia su Yahya Bah, il 31enne trovato senza vita in una casa del paese nei giorni scorsi. Secondo gli accertamenti svolti, le circostanze del decesso non presentano profili di rilevanza penale. I carabinieri hanno comunque verificato le condizioni abitative dell’immobile, noto come casa Schatzer, dove risiedono altri lavoratori immigrati.
 

Solo successivamente è stato possibile ricostruire quanto accaduto. Yahya Bah è morto nel sonno a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio. Per scaldare la piccola stanza in cui dormiva, ricavata in uno scantinato utilizzato come ripostiglio, il giovane aveva acceso una stufa portatile a gas, ancora visibile all’esterno dell’abitazione. Nessuno si sarebbe accorto della sua presenza in quel locale. L’uomo non risultava noto nemmeno a livello comunale.
 

Il 31enne era arrivato a Castelrotto solo da un paio di giorni, per far visita a un conoscente, racconta un altro immigrato che vive nella stessa residenza. Intendeva fermarsi per breve tempo. Di lui si sa poco: era in possesso di un permesso di soggiorno valido e non aveva ancora legami strutturati con il territorio. All’esterno della casa, in paese, nessuno si era accorto della tragedia, nemmeno i vicini.
 

In queste ore la vicenda è emersa anche sui social, dove circola una foto di Yahya Bah condivisa da un fratello che vive in Svezia. L’uomo ha lanciato una raccolta fondi per aiutare la famiglia a sostenere i costi, molto onerosi, del rimpatrio della salma in Gambia. Una morte silenziosa, consumata in pochi metri quadrati, che riporta l’attenzione sulle condizioni abitative precarie e sui rischi legati all’uso di sistemi di riscaldamento improvvisati.