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BOLZANO. “Non posso che condividere le parole della Ministra Bonetti affinché vi sia l’impegno a legiferare in merito all’adozione del cognome materno. Ho presentato all’inizio della legislatura, nel marzo del 2018, una proposta di legge per la riforma della disciplina del cognome dei figli, sia per i figli di genitori coniugati sia per i figli nati al di fuori del matrimonio”. E ‘ quanto afferma la deputata Renate Gebhard, presidente delle donne Svp.
Del tema ha parlato oggi la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti intervenuta al convegno "Verso la parità formale e sostanziale: Gli strumenti. A 60 anni dalla sentenza della Corte costituzionale che apri le principali carriere alle donne", organizzato dalla Rete per la parità: "Penso sia venuto il momento che il legislatore porti a compimento il percorso necessario sul tema del cognome materno, e quindi della possibilità della scelta di consegnare alla storia in qualche modo il nome delle donne".
A febbraio la Corte costituzionale aveva sottolineato come ormai "il cognome del padre fosse un retaggio patriarcale".
Osserva Gebhard: “Anche su questa materia ormai da anni la Corte Costituzionale è intervenuta in assenza di un atto legislativo da parte del Parlamento e lo ha fatto per dichiarare la concezione patriarcale della famiglia non più coerente con i princìpi dell'ordinamento e con il valore costituzionale dell'eguaglianza tra uomo e donna. Di qui la proposta – a mia prima firma come per altre proposte di legge presentate - di abolire il riferimento al ‘cognome maritale’ e di introdurre una norma legislativa che preveda l'attribuzione al figlio del cognome di entrambi i genitori”.
“La Corte Costituzionale ha sempre avuto presente il duplice impegno di tutelare un diritto e di rispettare il ruolo del Parlamento, in presenza di una pluralità di opzioni normative, lasciando spazio alla ricerca di soluzioni legislative. Occorre tuttavia che tale dialogo trovi in Parlamento una assunzione di responsabilità. Sul cognome dei figli–conclude la Gebhard-è più che legittimo un voto che sia urgente e condiviso”.


