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BOLZANO. "Autonomia significa anche responsabilità". Lo ha detto oggi pomeriggio (5 settembre) il governatore altoatesino Arno Kompatscher durante la cerimonia al Kurhaus di Merano per i 50 anni del secondo Statuto d'autonomia. Il presidente della Provincia ha ricordato i "piccoli e grandi passi" che hanno portato all'autonomia dinamica che oggi caratterizza l'Alto Adige. Kompatscher ha evidenziato come Bolzano, da un territorio povero, sia diventato uno dei motori dell'economia italiana. "E tutto questo - ha sottolineato - non costa nulla allo Stato, perché si finanzia tramite il gettito fiscale locale". La Provincia di Bolzano - ha proseguito - "è uno dei pochi contribuenti netti in Italia". Secondo il governatore, l'Alto Adige "deve essere laboratorio di uno sviluppo sostenibile a livello ecologico, sociale ed economico". Kompatscher ha anche sottolineato l'importanza di contrastare la "progressiva erosione" delle competenze delle regioni autonome dopo il pronunciamento della Consulta.
Portando il saluto del premier Mario Draghi, il ministro dell’economia Daniele Franco ha sottolineato che “l'Alto Adige Sudtirolo non è solo un ponte con l'Austria, ma uno snodo per l'intera Europa. Per questo l'Italia è impegnata con ingenti investimenti per rafforzare le infrastrutture, a partire dal completamento del tunnel del Brennero". "Gli interventi di sviluppo del sistema ferroviario - ha aggiunto Franco - offrono evidenti vantaggi per l'ambiente, oltre che per la riduzione dei tempi di percorrenza". Il ministro ha, inoltre, sottolineato come nelle esperienze dell'Autonomia e dell'Euregio si siano rinsaldate pure eccellenti relazioni tra Italia e Austria. Ma non solo. "Il Secondo Statuto - ragiona ancora Franco - è tappa fondamentale per un territorio a cui ha portato benessere e prosperità, garantendo pluralismo e tolleranza, Ma è anche punto di riferimento per l'intera comunità internazionale. Gli eventi in Ucraina ci ricordano l'importanza di assetti che garantiscano le minoranze e la loro tutela: quando non accade ci sono effetti drammatici".
E che "In tempi di guerra sul nostro continente un'Europa forte e unita è particolarmente importante” lo ha ricordato la ministra all'Europa austriaca Karoline Edtstadler. "Dallo scorso 24 febbraio è evidente che la pace non è scontata, ma l'Alto Adige può essere un modello di soluzione", ha proseguito. "Violenza non può mai essere la risposta, ma venirsi incontro e cercando il dialogo", ha detto Edtstadler. La ministra ha ricordato l'impegno di Vienna per la riuscita dell'autonomia altoatesina, ribadendo che "anche in futuro assicurerà la sua funzione di tutela".
"L'Euregio ha dimostrato come la collaborazione aiuti ad affrontare momenti difficili come i mesi più duri del Covid-19", ha detto il governatore trentino e presidente di turno dell’Euregio Maurizio Fugatti. "Siamo visti come esempio in tante parti d'Europa e non solo. Questo deve essere stimolo e motivo di consapevolezza per agire con profondo rispetto della nostra storia e con la volontà di costruire un futuro migliore per prossime generazioni".


