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BOLZANO. Rientrata, almeno in parte, la protesta degli insegnanti, a preoccupare le scuole altoatesine è ora la disponibilità di risorse per organizzare gite e attività extrascolastiche. L’indennità di missione riconosciuta ai docenti accompagnatori è infatti passata da 2,80 a 5,60 euro l’ora, mentre i fondi annuali destinati ai singoli istituti sarebbero rimasti invariati.
Per garantire la partecipazione degli studenti, diversi dirigenti scolastici hanno quindi dovuto introdurre limitazioni, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado. Tra le conseguenze ci sarebbero il dimezzamento della durata dei soggiorni linguistici all’estero, un massimo di quattro giorni per le gite delle classi quinte e di due giorni per quelle delle terze. A incidere sul bilancio contribuiscono anche i rincari di alberghi, pullman e pasti.
«I nostri figli partiranno a breve per una città europea – racconta un genitore –. Due giorni se ne vanno in viaggio, significa che la visiteranno in 48 ore». Anche tra gli insegnanti emerge la preoccupazione per le risorse disponibili. «Siamo molto soddisfatti degli aumenti, ma le gite vengono comunque limitate, anche senza la nostra protesta. L’anno scorso siamo stati messi in croce, ma il problema, oggi, è che la coperta è troppo corta. Serve più budget».
L’assessore provinciale alla scuola tedesca, Philipp Achammer, conferma di aver «sentito di questa voce», ricordando però che i dirigenti possono richiedere finanziamenti aggiuntivi anche durante l’anno scolastico. Di diverso avviso l’assessore all’istruzione italiana, Marco Galateo, che smentisce la carenza di fondi: «I fondi ci sono per tutte le attività approvate dai consigli di classe. Ogni scuola decide nella propria autonomia».
Tra i dirigenti scolastici prevale l’invito a valutare la situazione senza allarmismi. «I vincoli posti per le gite si basano su previsioni – spiega Sabine Giunta, dirigente del liceo Pascoli –. Non sappiamo ancora se ci serviranno tutti questi soldi, dipende dalle attività: molte sono ancora in fase di organizzazione. L’anno scorso i ragazzi non sono partiti per nulla, quest’anno cercheremo di farli andare in gita tutti. Magari non staranno via due settimane ciascuno».
Sul fronte sindacale, intanto, si sono arenate le trattative per il rinnovo del contratto, che, per rispettare i tempi previsti, dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno. A dividere le parti è una clausola che prevede la possibilità di portare il limite dell’orario settimanale fino a 28 ore.
«Abbiamo presentato delle obiezioni di merito per la proposta di portare il limite delle ore settimanali a 28», spiega Stefano Barbacetto, segretario della Cgil Scuola. La proposta della Provincia prevede alcune garanzie: le ore aggiuntive sarebbero su base volontaria, riservate agli insegnanti di ruolo e limitate a un massimo di tre anni consecutivi.
Secondo Barbacetto, tuttavia, la misura sarebbe destinata a rispondere soltanto ad alcune situazioni di difficoltà. «Ma non si cambia un contratto collettivo per pochi casi. All’inizio delle contrattazioni ci era stato promesso che la prestazione lavorativa sarebbe rimasta invariata. Poi, quando eravamo ormai quasi al termine, ci siamo trovati questa clausola nella bozza di contratto».
Il sindacalista sottolinea inoltre che aumentare le ore di lezione significa anche accrescere il carico di lavoro complessivo, tra riunioni, consigli di classe, adempimenti burocratici e preparazione delle lezioni. «Un lavoro sommerso che può compromettere la qualità dell’insegnamento. Per questo chiediamo cautela».
Il prossimo incontro tra le parti è fissato per il 20 ottobre. «Auspichiamo lo stralcio di questa clausola», conclude Barbacetto.


