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BOLZANO. Le associazioni ambientalista rinnovano il loro no ai Mondiali di sci in Val Gardena. Il 4 giugno il Congresso FIS si riunirà a Reykjavik per l'assegnazione del mondiale di sci 2029.
L'appello congiunto delle organizzazioni ambientaliste è "di salvaguardare la Val Gardena da questo peso, una valle già ora stremata da un sovraccarico turistico a danno della qualità di vita locale", si legge in una nota congiunta di Lia Natura y Usanzes, Dachverband für Natur- und Umweltschutz Mountain Wilderness Italia, CAI Alto Adige e Heimatpflegeverband. "La candidatura della Val Gardena ai mondiali di sci 2029 è nata con il piede sbagliato, ricca di controversie e proteste sin dall'inizio. Dopo l'abbandono dell'idea di andare congiunti insieme all'Alta Badia, a causa della delibera negativa da parte del comune di Badia ancora nel 2021, le voci contrarie hanno continuato a farsi sentire soprattutto da parte della popolazione locale", affermano.
"La Val Gardena non ha bisogno di un'ulteriore spinta mediatica che contribuirebbe ancora una volta ad aumentare il flusso di turisti.", dichiara Elide Mussner, gardenese di nascita e assessora al turismo del comune di Badia che ha detto di no ai mondiali di sci del 2029 perché è la scelta più sostenibile.
"La maggioranza della popolazione è contraria," continua, "alle prese con il caro casa che ha raggiunto prezzi folli, con il continuo intasamento della mobilità locale e con un turismo giornaliero che sempre più provoca disagi per chi vive in valle."


