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BOLZANO. A due mesi e mezzo dal crollo del Palazzo di giustizia, il 2 novembre riprenderà il servizio per le dichiarazioni di appartenenza linguistica in Alto Adige. I residenti potranno tornare a dichiarare la propria appartenenza a uno dei tre gruppi linguistici nella sede provvisoria di via Garibaldi 4. Il servizio era stato bruscamente interrotto la mattina del 16 luglio, quando era crollata la parte centrale del palazzo di piazza Tribunale.
Sebbene l'ala dell'edificio che ospitava gli uffici e gli archivi dell'appartenenza linguistica non fosse stata direttamente interessata dal crollo, era stata chiusa, come il resto del Palazzo di giustizia. Con gli uffici e l'archivio inaccessibili, i cittadini non avevano più potuto richiedere l'attestato di appartenenza linguistica, spesso necessario per partecipare ai concorsi pubblici. Per questo, il 17 luglio, il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, con l'ordinanza contingibile e urgente numero 5, aveva disposto la sospensione del servizio. In attesa della ripresa delle attività, chi aveva bisogno dell'attestato poteva ricorrere all'autocertificazione.
La ripartenza è stata fissata per il 2 novembre con la revoca della sospensione, disposta da Kompatscher attraverso l'ordinanza presidenziale contingibile e urgente numero 11 del 22 ottobre 2026. Il servizio, di competenza del Tribunale, sarà trasferito temporaneamente in via Garibaldi 4.
Per consentire la ripresa dell'attività nel più breve tempo possibile, la Provincia ha verificato la disponibilità dei propri immobili, individuando una sede adeguata e facilmente raggiungibile. L'edificio di via Garibaldi, si legge in una nota, «è risultato il più idoneo». La sua posizione è inoltre centrale e non lontana dalle sedi provvisorie del Tribunale, in via Alto Adige, e della Procura, in via Renon, entrambe operative dall'inizio di ottobre.
Resta attuale anche il tema della digitalizzazione dei certificati. Il crollo e l’inaccessibilità dei locali che ospitavano l'archivio hanno evidenziato l'importanza di disporre di documenti digitali, così da garantire una maggiore continuità del servizio anche in situazioni di emergenza.
La scelta di via Garibaldi per ospitare l’ufficio che accoglierà le dichiarazioni di appartenenza linguistica ha però una conseguenza su un altro progetto. I locali erano infatti destinati al Comune di Bolzano: la Provincia li aveva assegnati all’amministrazione comunale proprio di recente. Il 22 ottobre 2026, specifica la nota di Palazzo Widmann, per un periodo di 30 anni.
In quegli spazi l'amministrazione comunale intendeva realizzare un centro diurno per anziani. Il progetto dovrà quindi attendere, almeno per la sede di via Garibaldi: secondo la Provincia, il trasferimento potrebbe richiedere tre anni, mentre il Comune punta a concludere l’operazione entro due.
Il centro è frutto della collaborazione tra Assb e associazioni che si occupano della terza età. Palpabile la delusione dell’assessora alle Politiche sociali Patrizia Brillo: «Il centro diurno si farà ugualmente. La Provincia si è impegnata a trovarci una sede provvisoria. Proprio per accelerare i tempi, nei prossimi giorni sono previsti dei sopralluoghi. Peccato, ero entusiasta dei locali di via Garibaldi, così luminosi. Erano perfetti per il centro anziani in cui vogliamo ospitare attività tutto l’anno, con apertura anche il sabato e la domenica, se sarà possibile».
La soluzione alternativa individuata potrebbe essere l’ex mensa provinciale di via Renon. «Ci tengo a questo progetto – ribadisce Brillo – Andremo a servire una zona della città che è scoperta».
Resta da chiarire la durata dell'attesa. Se il Comune contava inizialmente su tempi brevi, la Provincia ha prospettato un periodo di tre anni. «Su questo argomento ho sentito il sindaco – spiega Brillo –. Mi ha detto che la tempistica dei tre anni annunciata dalla Provincia è dettata soltanto da ragioni precauzionali. Si conta di portare il centro anziani in via Garibaldi entro due anni». ER.AM


