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KATHMANDU. Rientra, fortunatamente, l'allarme per altri cinque alpinisti italiani dei quali non si avevano più notizie dopo l'ondata di maltempo in Nepal a causa della quale sono morti tre connazionali, in due diverse circostanze.
Il consolato generale italiano, comunica questa mattina la Farnesina, ha ricevuto conferma che l'agenzia di Milano e l'agenzia nepalese sono riuscite a comunicare con il gruppo dei cinque escursionisti della provincia di Como con cui da giorni non si avevano contatti.
I connazionali hanno riferito di stare bene e che proseguiranno il loro programma, con rientro a Kathmandu in data 8 novembre. Lo rende noto la Farnesina.
Risultano ancora dispersi l'altoatesino Markus Kirchler, 29enne di San Genesio, e Marco Di Marcello, abruzzese: entrambi sarebbero fra le persone travolte dalla valanga di lunedì mattina, nella zona del campo base dello Yalung Ri.
Fonti ufficiali smentiscono in parte quanto trapelato ieri, quando il decesso dell'alpinista altoatesino era dato per certo. Le speranze di trovarlo vivo sono ridotte al lumicino ma la famiglia del 29enne di San Genesio - il padre Stefan, la mamma Manuela e la sorella Verena - non vuole smettere di crederci. Ad amici e a conoscenti hanno detto di essere in contatto con le squadre di soccorso e che questa mattina riprenderanno le ricerche in un'area ben individuata.
Al momento le autorità locali hanno confermato ufficialmente il decesso di tre alpinisti italiani: il milanese Alessandro Caputo (salma recuperata, nell'area di Manaslu Peak) e il suo compagno di spedizione Stefano Farronato (di Bassano del Grappa, la salma recuperata nello stesso punto), e l'abruzzese Paolo Cocco (salma trasferita all'ospedale per stranieri) che era insieme a Marco Di Marcello, nell'area in cui si trovava anche Markus Kirchler, che però apaprteneva a una spedizione diversa.


