BOLZANO. «Il primo a partire da Bolzano per gli Stati Uniti era stato, nel 1963, Luciano Strimm, mancato un paio di anni fa. Viaggiò in nave. Da allora, al concorso bolzanino di Intercultura si sono iscritti circa 1000 studenti e ne sono partiti 500, il 32% dei quali grazie ad una borsa di studio. Le famiglie altoatesine che hanno aperto le case sono 84 e i ragazzi dai cinque continenti, che hanno vissuto per alcuni mesi o un anno in Alto Adige, sono 106. Molte famiglie, fatta l'esperienza una volta, decidono di ripeterla negli anni successivi».

Cornelia Dell'Eva, attuale presidente di Intercultura Bolzano che nel corso degli anni ha ospitato quattro giovani provenienti rispettivamente da Stati Uniti, Turchia, Russia e Vietnam, ha riassunto così l'attività dell'associazione che ha festeggiato, l'altra sera alla Kolping, i 70 anni. Il sodalizio nato nel 1955 a livello nazionale; a Bolzano è stato fondato nel 1963.Scopo dell'associazione: favorire l'incontro e la conoscenza tra culture diverse.

«Dal 1955, Intercultura - spiega ancora la presidente - ha creato una rete internazionale di relazioni che abbraccia oltre 60 Paesi, trasformando il viaggio oltre che in un'occasione di apprendimento linguistico, in un'opportunità di crescita personale e costruzione di ponti tra mondi diversi». Alla festa c'erano coloro che, nel corso degli anni, hanno fatto l'esperienza con Intercultura: tra i primi i fratelli Paolo e Antonella Fava - lui avvocato, lei giudice - che sono stati negli States. All'inizio unica destinazione possibile. 
In anni più recenti con Intercultura Bolzano era partita, sempre per gli Stati Uniti, anche l'astronauta Samantha Cristoforetti, all'epoca studentessa delle Marcelline.

40 anni fa alle Hawaii

Claudia Cantisani, albergatrice che gestisce l'hotel Regina, oggi attiva nell'associazione anche a livello nazionale, 40 anni fa è stata un anno alle Hawaii. «All'inizio - ricorda Cantisani - è stata dura, poi l'esperienza polinesiana si è rivelata entusiasmante. Ci sono tornata 30 anni dopo e l'ultima volta poche settimane fa, invitata dalla mia Scuola che festeggiava i diplomati del 1985. Ci sono stata con mio figlio Simone ed è stato fantastico. Sono stati tre giorni davvero indimenticabili».

Anche Simone ha fatto l'esperienza con Intercultura: destinazione Giappone. «Rispetto a quando sono andata io negli anni '80 - racconta Cantisani -oggi potresti essere in contatto 24 ore su 24. Ma lo scopo è quello di far crescere i giovani che, quando partono, hanno solo 17 anni. Per questo invece che telefonarci e mandarci messaggi, con Simone ci siamo imposti di scriverci lettere. Esattamente come avevo fatto io 40 anni fa. Non è stato facile, nell'era della comunicazione veloce, ma ha funzionato».

In Finlandia e Messico

Paolo Bagozzi, 20 anni, iscritto alla facoltà di matematica di Trento, nel 2022-2023 ha vinto il concorso di Intercultura per cinque mesi in Finlandia. «L'impatto iniziale con la famiglia che mi ospitava è stato caratterizzato da alti e bassi: avevano principi e valori troppo diversi dai miei. Superata la prima fase però, mi sono trovato bene e ho imparato che la vita non è fatta solo di bianco e nero ma ha tante sfumature».
 

Alessia Spolaore, 26 anni, laureata in Giurisprudenza che oggi lavora nel settore amministrativo di UniBz, 10 anni fa è partita per il Messico: aveva solo 16 anni. «Mio fratello - dice - con Intercultura era stato in Cina ed era rientrato entusiasta, tanto da esserci poi tornato. Volevo provare anch'io. A me, pur di partire, qualsiasi destinazione andava bene; tanto che nella lista delle preferenze avevo messo 10 Paesi. Ho vinto il posto in Messico. Com'è stato? Un'esperienza unica che mi ha fatto crescere molto. Ci sono rimasta un anno. Ero in una famiglia benestante e questo mi ha consentito di vedere le forti disparità che ancora esistono nella società messicana».

I nuovi arrivati
Alla Kolping c'erano anche i ragazzi stranieri attualmente ospitati in Alto Adige, assieme alle famiglie: Misaki dal Giappone, Adam dalla Thailandia, Tuna dalla Turchia, Maelys dalla Francia e My dal Vietnam che, pur avendo terminato l'esperienza lo scorso luglio, ha deciso di tornare per studiare in Italia. Intercultura Bolzano sta aspettando anche Yurii, uno studente ucraino il cui visto tarda ad arrivare. A.M.