BOLZANO. Proseguono i controlli dei carabinieri del Nas di Trento in alberghi, ristoranti, bar e rifugi di tutta la regione. Decine di verifiche che, come sottolineano gli stessi specialisti dell'Arma, nella stragrande maggioranza dei casi danno esito negativo. Ogni tanto, però, gli stessi specialisti si imbattono in situazioni di pericolo per la salute pubblica e, in quei casi, fioccano le sanzioni, anche pesanti. Ne sa qualcosa il gestore di un rifugio della Val d'Ega, che dovrà sborsare ben 7.600 euro, così come quello di un locale della Val Badia.

Topi in Val d'Ega

Nel corso di un'ispezione igienico-sanitaria, infatti, i carabinieri si sono trovati di fronte a una situazione tutt'altro che "gradevole". Nel magazzino della struttura, infatti, sono stati trovati alimenti - farine, frutta e verdura, per un peso complessivo di circa 90 chili - in cattivo stato di conservazione. Sulla merce erano fin troppo evidenti le tracce del passaggio di roditori. Nella farina sparsa a terra, in particolare, erano visibili le feci dei piccoli mammiferi. Il titolare dell'attività dovrà pagare 7.600 euro per la violazione dell'articolo 5 della legge 283/1962 che, nota come "legge sui reati alimentari", vieta l'impiego, la vendita, la detenzione per la vendita o la somministrazione ai dipendenti - o comunque la distribuzione per il consumo - di sostanze alimentari che siano in cattivo stato di conservazione, adulterate, contraffatte, nocive o presentino caratteristiche tali da indurre in errore l'acquirente sulla loro natura, qualità o provenienza.Si tratta di situazioni fortunatamente molto rare, spiegano i vertici dei Nas, perché le deiezioni dei roditori possono rappresentare un pericolo per la trasmissione di malattie. Da qui, l'invito a prestare la massima attenzione nei magazzini dove vengono conservati gli alimenti.

Salsicce scadute in Val Badia

In un bar-ristorante di cucina etnica della Val Badia, i carabinieri del Nas hanno trovato salsicce di pollo e vitello scadute. Gli alimenti - circa 38 chili - sono stati sequestrati e, nei confronti del titolare, è stata elevata una sanzione di 1.500 euro, con ammissione al pagamento ridotto del 30% entro cinque giorni. Gli specialisti dell'Arma sottolineano come sia importante disfarsi degli alimenti scaduti, poiché, superata la data di scadenza, il prodotto alimentare può costituire un rischio per la salute. I casi come quelli rilevati in Val d'Ega e Val Badia sono per fortuna isolati, ma vengono sempre scoperti. Fondamentale, in questo, è l'osmosi informativa con l'Arma territoriale che, grazie alla sua distribuzione capillare sul territorio, con centinaia di stazioni, spesso e volentieri fornisce al Nas elementi utili per individuare gli obiettivi.