BOLZANO. Alla fine le decine di telecamere di sicurezza che sorvegliano piazza Magnago hanno “consegnato” il colpevole alla Questura. Si tratta di un 36enne bolzanino, T.D.A. le sue iniziali, appartenente al mondo anarco-insurrezionalista attivo in regione, nonché rampollo di una famiglia benestante che risiede in Alto Adige. Incappucciato e vestito di nero, aveva imbrattato con

una vernice rossa le scalinate che conducono al palazzo del consiglio provinciale nella notte tra domenica e lunedì. È stato incastrato da uno dei filmati che da via Laurin l’hanno visto fuggire verso il centro.
 

Sempre a lui, e ad un gruppo di complici, risale la busta da lettere non firmata e trovata la mattina dopo nelle vicinanze. All’interno gli investigatori hanno trovato un esplicito riferimento all’anniversario della strage del 7 ottobre compiuta da Hamas con i massacri di civili palestinesi, menzionando tra l’altro il «sangue versato a Gaza e in Palestina». Proprio durante un corteo pro Palestina, in occasione del passaggio del Giro d’Italia dello scorso maggio, il 36enne era stato denunciato per occupazione abusiva di suolo pubblico e per non aver fornito le proprie generalità assieme ad altre ventitré persone.


L’episodio è accaduto alle due di notte, senza la presenza di testimoni. Ci sarebbe stato un complice che lo avrebbe accompagnato a ridosso di piazza Magnago, per poi lasciare la responsabilità dell’atto vandalico al giovane bolzanino. Fondamentali, per le indagini della Digos, le impronte di vernice lasciate dalle scarpe dell’autore. Lo stesso è stato sentito ieri dalle forze dell’ordine e avrebbe ammesso tutto. Il questore Paolo Sartori, oltre alla denuncia per danneggiamento, ha disposto l’avvio della procedura per emettere un avviso orale di pubblica sicurezza, previsto dal Codice delle leggi antimafia.


Le condanne

Ieri, mentre alcuni operatori ripulivano a fatica la scalinata e la Polizia tentava di risalire il più in fretta possibile all’autore, il mondo politico ha condannato l’atto vandalico. Dal vicepresidente Angelo Gennaccaro, che ha parlato di mancanza di rispetto dell’istituzione, al governatore Arno Kompatscher che ha espresso sdegno. «Il fatto che questo gesto vile - sottolinea l’assessore provinciale Christian Bianchi – sia stato compiuto da un anarco-insurrezionalista che ha cercato di collegarlo a eventi internazionali estranei alle decisioni del Consiglio è inaccettabile e merita una ferma condanna». Ora, oltre alle sanzioni penali previste, potrebbero essere messe in atto altre misure esemplari. «Ritengo utile – prosegue Bianchi - che sia il responsabile a ripulire personalmente la scalinata del Consiglio provinciale. Questo gesto non solo riparerebbe parzialmente il danno, ma offrirebbe un’opportunità di riflessione sull’importanza del rispetto per i beni comuni. Appartengono a tutti e devono essere preservati con la massima cura»