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BOLZANO. Sono tornati a casa dopo 102 anni: beni librari che l'Alpenverein Südtirol si era visto espropriare nel lontano 1923 e che, nel 1927, erano diventati proprietà del Cai con atto notarile. Il passaggio di proprietà fu ratificato nel 1972 con un indennizzo economico che aveva definitivamente chiuso la vertenza. O così sembrava. Il consiglio direttivo della sezione di Bolzano, invece, ha ripreso in mano la questione e, con un atto di donazione, ha deciso di riconsegnare i beni librari all'Alpenverein. Un gesto di grande valore simbolico che conferma gli ottimi rapporti tra le due associazioni, alleate nella difesa della montagna, e che l'Alpenverein ha molto apprezzato.
Sabato mattina 5 aprile, alla presenza del presidente della sezione Cai di Bolzano, Maurizio Veronese, e del presidente dell'Alpenverein, Georg Simeoni, il passaggio è stato ufficializzato all'inizio dei lavori dell'assemblea annuale dei delegati del Cai Alto Adige, presieduta dal presidente provinciale Carlo Alberto Zanella.
L'assemblea si è svolta nella Entrance Hall Salewa. All'importante appuntamento hanno partecipato il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher, il sindaco Renzo Caramaschi, l'assessore provinciale Christian Bianchi, il senatore e socio Luigi Spagnolli, i candidati sindaco Claudio Corrarati, Stefan Konder e Simonetta Lucchi, la presidente del Dachverband Elisabeth Ladinser, il tenente colonnello della Guardia di finanza Manuel Artuso e il maggiore del 5° Reggimento Alpini Maurizio Cardella. Il presidente Kompatscher, nel suo intervento di saluto, ha rassicurato Cai e associazioni ambientaliste sulla scelta di evitare la realizzazione di nuovi impianti di risalita, almeno nelle zone più sfruttate dal turismo.
Una buona notizia che si aggiunge a quella arrivata qualche ora prima dall'Enac, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, che ha vietato l'utilizzo nello spazio aereo italiano di caccia militari, gestiti e pilotati da civili. Nei mesi scorsi, infatti, un'azienda trentina, ora finita sotto indagine, offriva la possibilità di sorvolare a 900 chilometri orari le montagne della regione a bordo di un L-39 Albatros, aereo da addestramento militare. Unanime si era levata la protesta delle associazioni ambientaliste, e non solo da parte loro. Resta ancora da risolvere, invece, la questione legata ai voli turistici con gli elicotteri. Pratica contro cui Zanella ha pronunciato parole di fuoco. «Capisco l'elicottero che lavora sui rifugi, che porta materiale o che compie soccorsi - osserva il presidente -, ma non possiamo accettare sulle nostre montagne che i turisti se ne vadano nelle malghe a pranzo o a cena con l'elicottero».
Per il resto, il quadro tracciato da Zanella parla di un Cai Alto Adige che gode di buona salute e guarda ai giovani, con progetti e iniziative pensati per loro. Con un rammarico. «Io trovo allucinante che a Bolzano, città con 100mila abitanti di cui il 30 per cento appartiene al gruppo etnico tedesco, il Cai abbia duemila soci, mentre la sezione dell'Alpenverein ne ha ottomila. Manca il senso di appartenenza, manca l'attaccamento al territorio del gruppo etnico italiano. Una lontananza che, in quella che si può considerare la capitale della montagna, proprio non capisco. In tutto il resto d'Italia non è così». In provincia, i soci dell'Avs sfiorano quota 80mila, quelli del Cai in Alto Adige sono circa 6.800, con un leggero calo nell'ultimo anno. L'assemblea ha eletto Ivano Rodighiero alla carica di consigliere centrale, ruolo cui spetta fare da tramite tra il Cai Alto Adige, le sezioni e il Cai Nazionale.P.T.


