BOLZANO. Nella serata di sabato 17 agosto Aaron Engl ha partecipato ad una festa organizzata da alcuni amici a Barbiano. C'è rimasto fino alle 3.30 di notte. Poi la corsa in taxi verso Terento (cinquanta minuti circa) assieme a quattro amici. Alle prime luci dell'alba, il 24enne non c'era più: è stato trovato "semi-decapitato", accanto ad una motosega e al suo Suv da lavoro, da alcuni turisti partiti per un'escursione. È chiaro, però, che quella notte Aaron non stava lavorando. La conferma arriva anche dai vestiti che il giovane indossava al momento dei rilievi delle forze dell'ordine: un paio di jeans azzurri e le sneakers bianche.

L'outfit è lo stesso con cui si era presentato al party poche ore prima. L'orario della morte - tra le 5 e le 6 - è compatibile con le abitudini del giovane boscaiolo, ma potrebbe essere solo una coincidenza. O una messinscena: non è escluso, infatti, che la motosega sia stata appoggiata vicino al corpo di Aaron Engl per simulare un incidente sul lavoro. Che il giovane si sia ferito da solo risulta sempre meno probabile: la distanza tra la motosega e il corpo, all'arrivo dei carabinieri, era di un metro e mezzo abbondante. Gli amici che erano con lui a bordo del taxi preso a Barbiano sono stati interrogati per ore dagli inquirenti con l'obiettivo di ricostruire per filo e per segno ogni dettaglio di quella drammatica notte. Non si esclude che il giovane possa essere morto altrove e poi trascinato a 1.600 metri di altitudine.

SERVIZIO COMPLETO SUL GIORNALE IN EDICOLA