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BOLZANO. Il «sì» non passa di moda. Anzi, in Alto Adige continua a conquistare nuove coppie. Nel 2025 i matrimoni sono saliti a 2.253, 49 in più rispetto all'anno precedente. Dietro ai dati dell'Astat si nascondono storie diverse tra loro, unite dallo stesso desiderio di costruire una vita insieme.
Denise e Alessio
Tra le numerose coppie che nel 2025 hanno pronunciato il fatidico «sì» ci sono anche Denise Della Zanna e Alessio Scano, una storia nata quasi per caso. Si conoscevano da anni, ma all'inizio il rapporto era tutt'altro che idilliaco.
«Ci odiavamo», racconta Denise sorridendo. Poi le loro strade si sono divise per quattro anni e, una volta ritrovati, qualcosa era cambiato. Nel giro di poco tempo hanno deciso di andare a convivere. Un anno e mezzo fa, durante un concerto di Max Pezzali, è arrivata la proposta di matrimonio.
«Per noi è molto più di una firma. Rappresenta un'unione ancora più stabile e un forte senso di famiglia», spiega Denise. Un passo che la coppia ha scelto di compiere solo dopo aver costruito solide basi. «Prima volevamo trovare una stabilità, sia lavorativa che personale. Una volta c'era l'idea della favola del matrimonio e poi si costruiva tutto il resto. Oggi è diverso: perché prima impari a conoscere te stesso, trovi un equilibrio e solo dopo decidi di sposarti».
Una riflessione che, secondo Denise, accomuna molti coetanei. «Anche tra le nostre conoscenze ci si sposa sempre più tardi. È una scelta consapevole, fatta quando si sente davvero di essere pronti».
Sophie e Roberto
È iniziata invece a ritmo di musica la storia d'amore tra Sophie Buhalla e Roberto Rotondo. La passione per i balli caraibici li ha fatti incontrare e tra i due è nata subito una forte sintonia. La loro frequentazione è iniziata nel 2023 e, due anni dopo, è arrivata la proposta di matrimonio: un'escursione in montagna con alcuni amici e la domanda che ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo.
«Per noi il matrimonio è una scelta consapevole, il punto di partenza per costruire un progetto di vita comune», racconta Sophie. La vita insieme, spiegano, richiede anche la capacità di adattarsi all'altro.
«Quando si convive cambiano inevitabilmente le dinamiche», osserva Roberto. «Prima, non vivendo insieme, si tende ad essere più tolleranti. Condividere la quotidianità significa imparare a conoscersi sotto ogni aspetto».Un concetto che Roberto riassume con «il matrimonio non è come nelle favole».
E aggiunge: «Quando vivi ogni giorno con una persona impari a conoscere anche i suoi difetti. È lì che capisci se la ami davvero: bisogna venirsi incontro, comprendere le esigenze dell'altro e costruire insieme il proprio equilibrio».
Anche loro si ritrovano nella tendenza che vede le coppie sposarsi sempre più tardi. «Ci siamo sentiti pronti perché avevamo già raggiunto una stabilità economica», spiegano. «Se non ci fossero state le condizioni, avremo aspettato ancora. Oggi mettere su casa ha costi importanti e affrontare un matrimonio senza basi solide sarebbe stato molto più difficile».
Katya e Stefano
Per Katya Oberdorfer e Stefano Salvotti, il matrimonio arriva dopo un percorso costruito con calma. Si conoscevano già di vista grazie ad amicizie in comune e, con il passare del tempo, quella conoscenza si è trasformata in una storia d'amore che dura ormai da venticinque anni.
A breve pronunceranno il loro «sì» e più che una proposta tradizionale, la loro è stata una decisione presa insieme.«Per noi il matrimonio serve a consolidare un'unione costruita nel tempo», racconta Katya. «Non pensiamo che cambierà la nostra vita quotidiana, ma ci farà sentire ancora di più una famiglia. Sarà la ciliegina sulla torta di un percorso iniziato tanti anni fa».
Per la coppia, il matrimonio nasce da una scelta arrivata in modo naturale, dopo anni di vita condivisa. «Abbiamo avuto il tempo di conoscerci davvero, di vivere insieme e di capire che era il momento giusto. Un matrimonio non dovrebbe essere una decisione presa d'impulso, ma una scelta consapevole».
I dati
A raccontare un cambiamento non sono solo le testimonianze, ma anche i numeri forniti dall'Astat. Se da un lato i matrimoni tornano a crescere, dall'altro cambia il modo di vivere il grande passo. Nel 2025 quasi tre coppie su quattro hanno scelto il rito civile, 1.705 contro le 548 che hanno scelto i matrimoni religiosi. Vent'anni fa i riti religiosi rappresentavano ancora il 41% delle nozze.
Anche l'età media degli sposi continua a salire: il primo matrimonio arriva oggi in media a 39 anni per gli uomini e a 36 per le donne, entrambi circa quattro anni più tardi rispetto al 2006. Crescono inoltre i matrimoni misti, saliti a 326 e pari al 15% del totale, il dato più alto degli ultimi anni, mentre le unioni civili tra persone dello stesso sesso raggiungono quota 32, dieci in più rispetto al 2024 e il valore più alto dal 2017.
L'Alto Adige continua infine a distinguersi anche nel confronto con il resto del Paese. Il tasso di nuzialità si attesta a 4,2 matrimoni ogni mille abitanti, superiore sia alla media italiana, che si attesta sui 2,9, e sia a quella dell'Unione Europea che si ferma a 3,9.
Il messaggio che emerge dai dati è chiaro: oggi ci si sposa meno d'impulso e più per scelta, dopo aver costruito una stabilità personale, lavorativa e affettiva.


