BOLZANO. La previsione dell'Ire (Camera di commercio) per il Pil altoatesino relativo al 2023 è pari ad un più 1 per cento, dopo il +4,2 per cento nel 2022. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto mensile dell'Istituto di ricerca economica pubblicato ieri. A fine settembre erano iscritte al Registro della Camera di commercio 61.625 imprese. Rispetto allo stesso mese dell'anno scorso il loro numero è aumentato dell'1,0%. Per quanto concerne i singoli settori, il numero di imprese è cresciuto nei servizi (+3,7%), nell'edilizia (+1,8%), nei trasporti (+1,6%) e nel turismo (+0,6%). Vi è stato invece un calo nel comparto manifatturiero (-0,8%), nel commercio (-0,6%), nel settore "ambiente ed energia" (-0,5%) e nell'agricoltura (-0,1%). Nel secondo trimestre 2023, tra aprile e giugno, il numero di occupati in Alto Adige si è attestato mediamente a oltre 262.000 unità, mentre le persone in cerca di lavoro erano circa 3.350. Rispetto allo stesso trimestre del 2022 è diminuito sia il numero di occupati (-0,6%), sia soprattutto il numero di persone in cerca di lavoro (-38,2%). Il tasso di disoccupazione è pari all'1,3 per cento, il valore più basso mai registrato in Alto Adige.

A settembre il livello dei prezzi a Bolzano è diminuito dello 0,5% rispetto al mese precedente. I cali più significativi si sono registrati nel comparto turistico (-2,1%) e nel settore delle attività ricreative e culturali (-0,8%), mentre gli aumenti più intensi hanno riguardato l'istruzione (+1,7%) e il comparto dell'abbigliamento e delle calzature (+1,3%). Considerando gli ultimi dodici mesi, il livello dei prezzi è salito del 4,7%, con i maggiori rincari che si registrano negli alimentari (+9,0%), nel comparto turistico (+6,7%) e in quello dell'arredamento e degli articoli per la casa (+6,3%).Nel secondo trimestre del 2023 sono state esportate merci dall'Alto Adige per un valore complessivo pari a quasi 1,7 miliardi di euro (-0,7% rispetto allo stesso periodo del 2022). La diminuzione ha riguardato soprattutto il legno e i prodotti in legno (-16,4%) e i metalli e prodotti in metallo (-13,7%). Gli incrementi maggiori si sono invece registrati per i macchinari e le apparecchiature (+12,6%) e per le bevande (+6,5%). Analizzando i dati per Paese, si osserva un aumento particolarmente importante dell'export verso Regno Unito (+28,9%), Spagna (+16,1%) e Cina (+14,6%). Una forte diminuzione si è invece registrata per le esportazioni verso i Paesi Bassi (-16,7%). La flessione coinvolge anche i principali partner commerciali dell'Alto Adige, Germania (-3,8%) e Austria (-0,9%). Nei primi otto mesi del 2023, tra gennaio e agosto, le presenze turistiche in Alto Adige sono state quasi 26,5 milioni, circa 1,7 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2022. L'aumento riguarda soprattutto gli ospiti provenienti da Paesi esteri diversi dalla Germania, cresciuti del 20,3%. I pernottamenti dei turisti germanici sono cresciuti del 7,3%, mentre per gli ospiti italiani si registra un calo dell'1,9 per cento. A settembre i consumi di energia elettrica dell'economia altoatesina sono risultati inferiori ai livelli dello stesso mese dell'anno scorso (-1,6%). La diminuzione coinvolge il settore «Energia ed ambiente» (-14,7%), il comparto manifatturiero (-7,4%) e il commercio (-3,0%). Nell'agricoltura (+14,9%), nei servizi (+5,7%) e nel turismo (+1,9%) si sono invece registrati degli aumenti. Rispetto a questi dati è da tenere presente che Edyna è responsabile della distribuzione dell'energia elettrica in 96 dei 116 comuni altoatesini. Nel secondo trimestre del 2023 il prodotto interno lordo dell'Eurozona, corretto per gli effetti di calendario, è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. L'economia italiana ha fatto registrare una contrazione dello 0,4%, mentre il Pil tedesco è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Le ultime previsioni della Commissione europea prevedono per l'Eurozona una crescita dello 0,8% nel 2023. Per l'Italia si stima un aumento del Pil reale dello 0,9%, mentre la Germania dovrebbe addirittura registrare una diminuzione dello 0,4 per cento. A ottobre l'indice del clima di fiducia di imprese e consumatori (Economic sentiment indicator) dell'Eurozona è diminuito di 0,1 punti rispetto a settembre. Il valore attuale è pari a 93,3 punti. In Germania si osserva invece una leggera crescita (+0,5 punti rispetto al mese precedente), con l'indice che ha raggiunto 89,6 punti. In Italia l'indice del clima di fiducia è sceso di 0,9 punti rispetto a settembre, attestandosi a 96,9 punti. Il peggioramento coinvolge i consumatori e tutti i settori economici, ad eccezione delle costruzioni.