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BOLZANO. I saldi invernali, appena scattati in Valle d'Aosta, sono al via oggi nel resto d'Italia. L'Alto Adige invece procede diversamente. Nella maggior parte dei comuni della provincia i saldi inizieranno sabato 13 gennaio per terminare il 10 febbraio. Nei comuni turistici inizieranno il 24 febbraio per terminare il 23 marzo (ricordiamo che gli ultimi sconti invernali erano scattati nella maggior parte dei comuni dell'Alto Adige il 7 gennaio e terminati il 4 febbraio).
Lo ha stabilito come al solito la giunta camerale della Camera di commercio che tiene conto delle proposte delle associazioni di categoria. Gunde Bauhofer - direttrice del Ctcu, il Centro tutela consumatori di via Dodiciville - spiega che sfalsare e spostare le date non ha alcun senso.
«I commercianti dovrebbero operare in piena autonomia - dice - decidendo di volta in volta come agire, come tra il resto richiesto quest'estate dall'Antitrust nella segnalazione a Governo e Parlamento. In passato però questa soluzione è stata respinta perchè, ci hanno detto, "crea confusione".
Secondo noi l'unica vera confusione emerge dalle date che ritardano perchè vengono spostate in avanti. L'inflazione sta poi erodendo in maniera pesantissima la capacità di spesa delle famiglie che a fine mese si trovano nel portafogli sempre meno denaro ed hanno un budget da far quadrare e poi le grandi catene non si preoccupano delle date d'inizio delle svendite perché risolvono il problema con l'online. Occorre una riflessione seria».
Per il Ctcu spostare in avanti gli sconti non serve quando di fatto quasi tutti i negozianti si difendono a colpi di "vendite private" e le grandi catene applicano alla cassa il prezzo ribassato dell'online. «Si tratta di una realtà innegabile, ripeto la liberalizzazione o la piena autonomia per noi resta l'unica soluzione».
Liberalizzazione che in Trentino è già realtà che però non convince tutti gli addetti ai lavori. I negozianti infatti possono scegliere senza vincoli le date delle promozioni, col risultato che c'è chi ha già iniziato e chi invece partirà a giorni, Ma non tutti gradiscono lo sconto liberalizzato mentre preferirebbero regole chiare per evitare la giungla dei prezzi. Intanto un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti nazionale ci dice che quattro italiani su dieci hanno già pianificato di comprare in saldo, con un budget medio a persona previsto di 267 euro, e c'è un ulteriore 56% che acquisterà in caso di offerta interessante e che quindi non ha preventivato la spesa.
Ma il cambiamento climatico complica la partita dei commercianti: le temperature miti registrate tra ottobre e dicembre hanno quasi dimezzato (-46%) gli acquisti delle collezioni autunno-inverno . «Bisogna rivedere le norme che disciplinano le vendite di fine stagione», commenta Beniamino Campobasso, presidente nazionale di Fismo Confesercenti.


