BOLZANO. Riunita sotto la presidenza di Waltraud Deeg, la quarta commissione legislativa del consiglio provinciale di Bolzano ha discusso congiuntamente il disegno di legge provinciale n. 39/25: "Disposizioni in materia di procedure e termini dei servizi sanitari provinciali per il suicidio medicalmente assistito ai sensi della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019", presentato dai consiglieri Franz Ploner, Paul Köllensperger, Maria Elisabeth Rieder, Alex Ploner (Team K) ed il disegno di legge provinciale n. 42/25: "Modalità organizzative per l'attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024" presentato dai consiglieri Sandro Repetto (Pd) e Zeno Oberkofler (Verdi).

Partendo dalla sentenza del 2019 della Consulta in base alla quale i due rami del Parlamento avrebbero dovuto produrre una legge secondo cui l'aiuto al suicidio, a determinate condizioni e nel rispetto di procedure e termini prestabiliti, non costituisce più un reato, i disegni di legge dispongono un intervento in questo campo della Provincia. Il passaggio alla discussione articolata è stato respinto con tre voti favorevoli (Oberkofler, Rabensteiner e F. Ploner) e tre contrari (Deeg, Locher e Scarafoni), tra cui quello determinante della presidente. "La commissione è ben conscia dell'importanza del tema trattato nel disegno di legge - ha dichiarato Deeg - ma la maggioranza ritiene che esso sia da affrontare a livello statale, anche per quanto riportato in commissione dalla funzionaria del dipartimento Prevenzione sanitaria e salute, che ha riferito in merito alla sentenza della Consulta e all'impugnazione della legge sul tema approvata dalla Regione Toscana, nonché a un procedimento contro una delibera sullo stesso tema di un'altra Regione". "È un peccato che non sia stato approvato il disegno di legge - ha detto Franz Ploner - perché esso avrebbe garantito la necessaria certezza giuridica per permettere l'aiuto assistito al suicidio. Sarebbe stato la base per disciplinare la questione nonché uno sprone per motivare lo Stato ad attivarsi". "La legge della Regione Toscana e le sentenze della Consulta mi apparivano come presupposti perché anche la Provincia autonoma di Bolzano potesse attivarsi - ha osservato Repetto - In base a quanto riferito dagli uffici provinciali, c'è l'intenzione di attendere una legge quadro nazionale, ma ritengo che ciononostante una disciplina provinciale avrebbe aiutato a sanare le situazioni che si creano nel fine vita".