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BOLZANO. Sono 51 le persone accompagnate dagli agenti della questura di Bolzano ai centri di permanenza e rimpatrio (Cpr) o alla frontiera dal primo gennaio al 20 giugno 2024, giovedì scorso. Ottantatrè gli ordini di lasciare il territorio nazionale, due quelli di allontanamento comunitari, 80 i permessi di soggiorno revocati. Ma come funzionano le misure applicate dalla questura? E visto che molti se lo chiedono: sono efficaci?
A rispondere - e a dare il quadro delle possibilità - è il questore Paolo Sartori: «Per esperienza posso affermare che lo sono: consentono alle autorità di pubblica sicurezza di avere il tempo di identificare compiutamente i soggetti e concordare con le autorità consolari dei Paesi di provenienza le modalità del rimpatrio effettivo dei clandestini. È assai raro che i soggetti con cui abbiamo a che fare tornino. E negli sparuti casi di ritorno dall'estero dopo un allontanamento si è proceduto con l'arresto in flagranza».
L'ultimo viaggio degli agenti bolzanini, pochi giorni fa, è stato verso il Cpr di Potenza. Ore di servizio fuori città che avvalorerebbero la richiesta di un Cpr in Alto Adige, già al centro di colloqui tra il ministro Matteo Piantedosi e il presidente Arno Kompatscher con l'assessora Ulli Mair.
I sette casi di espulsione
Per quanto riguarda l'espulsione, i casi sono sette. Il primo si verifica quando vengono fermati cittadini extracomunitari con precedenti penali, senza permesso di soggiorno e con un documento di identità. L'ufficio immigrazione predispone un decreto di espulsione. Firmandolo, il questore ordina l'immediato allontanamento dal territorio nazionale. La persona da espellere viene scortata all'aeroporto per il rimpatrio, e se può creare problemi in volo è accompagnata dagli agenti fino a destinazione, dove sarà consegnata alle forze di polizia locali.La seconda ipotesi, la più frequente, riguarda pregiudicati privi di documenti e permesso di soggiorno. Viene emesso un decreto di espulsione con immediato ordine di trattenimento in un Cpr, consultando il ministero dell'Interno sulle strutture disponibili. Le più vicine sono a Gorizia, a Milano e a Torino. Altrimenti bisogna andare a Roma, se non nel Sud Italia. Vi si può essere trattenuti fino a 18 mesi, e durante questo periodo le autorità hanno il tempo per identificare la persona e interpellare il console del Paese di provenienza. Sarà poi il console a dare un lasciapassare per l'imbarco su un aereo (si può trattare anche di voli charter o militari).
La terza situazione: il fermato è privo di permesso di soggiorno e incensurato. Il primo passo è un ordine di allontanamento dal territorio nazionale, emesso dal questore. A questo punto si hanno 7 giorni per lasciare l'Italia in autonomia, altrimenti scatta la denuncia ed è adottata una tra le prime due procedure (Cpr o aereo).Se invece ci si trova di fronte a un pregiudicato con permesso di soggiorno, il questore dispone la revoca del permesso e dà al pregiudicato 14 giorni di tempo dalla denuncia o dalla scarcerazione. Se il denunciato non ottempera a questo ordine, diventa clandestino a tutti gli effetti. E si torna alle prime due ipotesi: Cpr o aereo.
La quinta ipotesi è la più complicata, ed è anche abbastanza frequente. Riguarda clandestini pluripregiudicati con protezione internazionale. L'espulsione immediata non è possibile. Allora il questore informa la commissione territoriale per i rifugiati della necessità di valutare la posizione ai fini della revoca dello status di rifugiato. Se la commissione dispone la revoca, l'ex rifugiato può opporsi e fare ricorso al tribunale competente. Se il ricorso viene accolto, la persona recupera lo status di rifugiato, altrimenti il questore può emettere il decreto di espulsione.
Terroristi e cittadini comunitari
Il sesto caso è competenza del ministro dell'Interno: se si configurano gravi motivi di sicurezza nazionale, come nel caso della cellula jihadista in Alto Adige smantellata nel 2015, il questore su informazioni assunte dalla Digos informa il Viminale perché sia valutata l'espulsione, che può essere adottata dal ministro.Infine, i cittadini comunitari, pluridenunciati e condannati (come il cittadino ungherese che l'altro giorno si aggirava nudo in centro storico). Il questore può ordinarne l'allontanamento coatto e rimandarli al Paese di origine.


