BOLZANO. Gli uomini delle forze sono abituati ad affrontare le situazioni più disparate senza battere ciglio. A volte, però, accadono cose che stupiscono e preoccupano anche chi è abituato a

vederne ogni giorno di tutti i colori. Quanto accaduto martedì sera, in viale Druso, rientra senza dubbio in questa tipologia di casi. Il controllo effettuato durante una delle tante operazioni antidroga dal personale della Squadra volanti, infatti, ha portato al sequestro di un notevole quantitativo di stupefacente, trovato sull’auto e a casa di una quarantunenne altoatesina incensurata - G.K. le iniziali – , residente a Caldaro e - la notizia sconcertante è questa – insegnante in un istituto tecnico del capoluogo.


Tutto è cominciato quando gli agenti l’hanno fermata sul lungo viale cittadino, la donna s’è mostrata subito agitata e insofferente. Se aggiungiamo che dall’abitacolo della vettura usciva il tipico effluvio di una particolare sostanza stupefacente, non è servito altro per convincere i poliziotti ad approfondire il controllo e chiedere l’immediato intervento degli investigatori

della Sezione narcotici della Squadra mobile. Condotta in questura, la donna è stata perquisita e, ovviamente, anche la sua auto è stata ispezionata con cura.

E proprio nella macchina, nascosto sotto il sedile anteriore del passeggero, hanno trovato un involucro con oltre 100 grammi di cocaina. Un altro grammo della stessa sostanza era invece custodito in un barattolo. A quel punto, gli investigatori della mobile, supportati dai militari dell’Arma della Compagnia di Egna, comandata dal capitano Federico Serracini, hanno deciso di perquisire anche l’abitazione in cui la donna vive, a Caldaro. Lì, all’interno di una cassaforte nascosta in un ripostiglio, sono stati rinvenuti 20 grammi di cocaina, svariate dosi di eroina, 10 grammi di ecstasy, due etti di hashish, un etto di marijuana, un bilancino di precisione con

residui di droga e 500 euro circa in contanti, probabile provento delle attività di spaccio. Un vero e proprio bazar, insomma.


Terminati gli atti di polizia giudiziaria, la donna è stata arrestata e trasferita alla sezione femminile della Casa circondariale di Spini di Gardolo, a Trento, a disposizione della procura di Bolzano. Vista la gravità di quanto accaduto, il questore di Bolzano, Paolo Sartori, ha emesso nei confronti della donna la misura di prevenzione personale del Foglio di via obbligatorio, con contestuale divieto di ritorno nel Comune di Bolzano per i prossimi tre anni. «Il risultato operativo di questa indagine, che ha dell’incredibile se si pensa che chi è stato arrestato con una accusa talmente grave riveste il ruolo di educatore in una scuola superiore, altro non è che una ulteriore conferma di come lo spaccio di sostanze stupefacenti rappresenti un reato particolarmente grave non solo per gli effetti che esso produce di per sé su chi consuma droga, ma anche per il contesto in cui trova terreno fertile per la sua diffusione e per l’indotto criminale che genera, in termini di degrado, microcriminalità e conseguenze sull’ordine e la sicurezza pubblica – ha sottolineato Sartori –. Per questo motivo la prevenzione e il contrasto al suo diffondersi rappresentano priorità assolute per le forze di polizia, impegnate quotidianamente a garantire la sicurezza dei cittadini».


L’assessore all’Istruzione

Sull’episodio e sull’arresto della docente interviene Marco Galateo, assessore provinciale a Istruzione e cultura italiana: «È un fatto gravissimo, che ci convince della necessità di rafforzare l’attenzione sui profili anche di docenti ed educatori che entrano a scuola, visto il loro ruolo importantissimo nella società. Detto questo - conclude – , posso dire che non mi risulta sia un’insegnante delle scuole italiane»