BOLZANO. La ricerca di una casa, il sostegno verso l’autonomia e la costruzione di relazioni nei paesi. Sono alcuni dei temi emersi dal convegno sull’integrazione delle persone con background migratorio, organizzato l’8 ottobre a Palazzo Widmann dal Servizio coordinamento per l’integrazione e dal Forum Prevenzione. A confrontarsi sono stati amministratori comunali, servizi sociali e associazioni.

«Perché un progetto di integrazione possa avere successo sono necessarie condizioni quadro adeguate, una rete di collaborazione e strumenti concreti», ha affermato l’assessora Rosmarie Pamer. Verena Wisthaler, direttrice del Centro per le migrazioni di Eurac Research, ha richiamato il ruolo dei Comuni: pur senza competenze legislative in materia, il contatto quotidiano con le persone li rende importanti punti di riferimento.

Sul percorso verso l’autonomia è intervenuto Markus Frei, coordinatore dei progetti SAI in Valle Isarco, sottolineando il valore di mediazione, accompagnamento e collaborazione con la politica locale. Dalla Val Venosta, la coordinatrice Barbara Wopfner ha evidenziato la crescente complessità della ricerca di un alloggio: l’impegno punta anche a rendere le persone autonome nel trovare casa.

A Vipiteno è in corso un progetto di coabitazione assistita per famiglie con background migratorio. Il sindaco Peter Volgger ha riferito di solidarietà e disponibilità all’aiuto. La vicesindaca di Ortisei, Martina Comploi, ha illustrato invece i dieci anni della Consulta per l’integrazione della Val Gardena, dove conoscenza reciproca e reti di contatto sostengono un impegno che richiede continuità.