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BOLZANO. Adolfo "Dodo" Detassis è il nuovo presidente del Centro casa. Appena subentrato a Maurizio Surian nella rotazione al vertice dell'Associazione inquilini. «Tra le mie priorità - dice - figura l'accelerazione dei lavori di ristrutturazione degli appartamenti Ipes». Immediata la risposta di Francesca Tosolini, presidente dell'Istituto di edilizia agevolata. «La priorità assoluta per l'Ipes è proprio quella di rendere disponibili, nel più breve tempo possibile, gli alloggi già esistenti. Importante pianificare nuove aree per il futuro - che purtroppo continuano a scarseggiare - ma dobbiamo concentrarci sul recupero e la messa a disposizione del patrimonio edilizio già esistente. Unica vera risposta immediata e concreta all'emergenza abitativa che morde e ad una domanda in costante crescita.
Sono - infatti - più di 1.500 le domande di chi aspetta una casa in Alto Adige, di queste 1.100 su Bolzano. E i Comuni dove la richiesta è più elevata oltre al capoluogo sono Merano, Laives Brunico e Bressanone». Tosolini dice ancora che l'ultimo anno sono stati consegnati in tutta la provincia di Bolzano 460 appartamenti. «A Bolzano città sono più di 120 gli alloggi già assegnatati o in fase di assegnazione. Su tutta la provincia il patrimonio vuoto corrisponde più o meno al turnover annuale che si attesta attorno a 400 appartamenti di cui la maggior parte ancora una volta su Bolzano».
Troppa burocrazia
La presidente sottolinea che i ritardi nelle ristrutturazioni non sono dovuti a problemi economici ma alla necessità di snellire la burocrazia. «Il codice degli appalti deve essere una priorità altrimenti l'iter amministrativo si inceppa. Le risorse finanziarie ci sono, tra fondi Ipes, fondi provinciali, fondi che derivano da contributi statali europei (Piano nazionale di ripresa e resilienza e ancora Fondo europeo di sviluppo regionale). Il vero nodo è riuscire a "mettere a terra" questi fondi in tempi rapidi con procedure che consentano l'esecuzione dei lavori. Le difficoltà che affrontiamo - sottolinea - non sono legate alla volontà o alla mancanza di visione ma a una serie di ostacoli burocratici e procedurali che rallentano tutto il processo, come già sperimentato anche nella gestione del superbonus negli anni passati».
Affitto a canone sostenibile
Sempre più difficile - visti i prezzi - acquistare o affittare casa sul libero mercato. In troppi non ce la fanno più. «Si è vero. É così. Abbiamo a che fare con nuove realtà che ci chiedono un aiuto concreto. Le persone che si rivolgono al nostro Istituto non sono più solo le tradizionali "fasce deboli". Oggi più che mai ci troviamo a dover dare risposte a nuove categorie di cittadini che, pur avendo un reddito, non riescono a permettersi i costi del libero mercato. Parlo di famiglie monoreddito - dove entra un solo stipendio - pensionati soli e giovani coppie». A Laives - a proposito - nel 2024 è stato consegnato il primo progetto che ha avuto molto successo riservato all'inquilino under 35. «In questo contesto - continua la presidente - si inserisce il canone sostenibile. Uno strumento che sta dando risultati molto positivi. Si tratta di un modello di affitto calcolato sempre tenendo conto del reddito, della composizione del nucleo familiare e delle condizioni abitative ma destinato a famiglie con una superiore capacità reddituale e che permette a noi di rispondere ad un'altra fascia di cittadini, quella che fino ad oggi rischiava di restare fuori dal sistema». Perchè troppo "ricca" per una casa Ipes. «A proposito va detto che abbiamo appena concluso a Bolzano l'edificio di via Maso della Pieve che sarà inaugurato a brevissimo - per un totale di 15 alloggi di cui 5 riservati al canone sostenibile. A questo seguiranno altri bandi: previsti 60 alloggi a Bolzano e 30 a Merano». Carenza cronica di terreni
Altro tema che morde è la carenza cronica di terreni per costruire nuovi edifici. «È vero che i tempi di costruzione sono lunghi ma dobbiamo pianificare oggi le aree se vogliamo avere nuovi alloggi tra qualche anno. Più attendiamo per il terreno più naturalmente si attenderà per avere nuove case. E non va affatto bene».


