PHOTO
BOLZANO. L'Ipes è affamata di spazi. «Non ci sono più terreni - dice la presidente Francesca Tosolini - ma sono in arrivo decine di appartamenti con quelli che ci erano stati affidati».
È, nella sostanza, una corsa contro il tempo. Sul terreno più difficile, per questo genere di sfide: Bolzano. È qui che il fabbisogno diventa emergenza. Primo segnale? La consegna tra pochi mesi («inizio del 2025», conferma Francesca Tosolini) di 15 alloggi appena ultimati in via Maso della Pieve. Erano attesi, e molto. Per anni si è temuto uno stallo nei percorsi di assegnazione dell'appalto e di conseguenza nei lavori ma ora arrivano. E dentro un costo definito di 6,2 milioni di euro.
Poi ci sono i luoghi dell'impasse: Druso Est e l'ex convitto di via Castel Flavon. In ambedue i casi, dentro questa cornice progettuale e anche politica di è discusso per mesi intorno a ritardi e apparenti consegne «in cavalleria», come si dice. Tanto che sono stati oggetto, soprattutto la torre di Druso Est, di una serie di interrogazioni in consiglio provinciale e in consiglio comunale.
Adesso la notizia che sgombra l'orizzonte costruttivo dalle nuvole che si erano accumulate: per l'ex convitto fissato entro sei mesi, nel 2025, l'inizio del lavori; per la torre di Druso Est-Prati di Gries sta per essere pubblicata, a settimane, la gara d'appalto, anticamera del cantiere. Nel primo caso si tratta di un complesso residenziale - ridisegnato su 65 alloggi - che sarà creato sulle spoglie di un vecchio edificio in uno dei quadranti più al centro del fabbisogno abitativo, Oltrisarco-Santa Geltrude, in particolare nell'ambito dell'edilizia destinata ai meno abbienti.
Per l'ex convitto è stato definito il costo finale alla consegna: 27 milioni di euro. Così come è stato definito quello relativo alla torre residenziale, con la caratteristica di essere stata programmata in legno: 22 milioni di euro. Sia l'uno sia l'altro già messi a bilancio. La torre riuscirà ad ospitare, con una serie di soluzioni architettoniche innovative, 28 alloggi. «A questi saranno aggiunti alcuni spazi destinati ad uso collettivo», spiega la presidente dell'Ipes. L'intero complesso si inserirà così in una cornice abitativa che già mostra evidenti caratteristiche architettoniche.Questo per ciò che riguarda i tre progetti più attesi per i quali si era deciso di muoversi sul piano o della riqualificazione in profondità o della costruzione ex novo. Poi, sono stati definiti e messi a bilancio gli interventi più sensibili, quelli che toccano il quotidiano di molte famiglie di affittuari e che riguardano la mappa delle manutenzioni, visto che si tratta di edifici ormai datati.
Si passa dalla riqualificazione energetica di 26 alloggi in via Similaun - con la realizzazione di due nuovi - con tre milioni di euro di budget complessivo, ai 70 appartamenti in via Bari 32 per rifacimento completo e coibentazione (3.200 milioni), passando per 28 alloggi in via Resia 28. Ci sono 4,125 milioni di euro destinati alla riqualificazione energetica del blocco dal civico 28 al civico 34, con il progetto esecutivo in fase di completamento. E ancora in via Alessandria 41-47: 39 appartamenti con rifacimento completo della copertura (qui l'inizio lavori è tra poche settimane, a inizio dicembre).
La sostituzione di tutti gli avvolgibili di 86 alloggi alle «inglesine» di via Cagliari per 3,4 milioni di euro; le altre «inglesine» in via Genova 58-90 anch'esse pronte all'appalto per i serramenti; infine in via Similaun 10-14 stanno per essere appaltati lavori di adeguamento antincendio in 87 appartamenti e nell'autorimessa per 1,2 milioni di euro.«Solo a Bolzano - chiarisce Francesca Tosolini - abbiamo finora ristrutturato 180 appartamenti e fatto circa 80 interventi di eliminazione delle barriere. Solo per questa manutenzione la spesa è stata intorno ai 5 milioni di euro».


