PHOTO
BOLZANO. Determinare l'origine geografica dei prodotti agroalimentari e forestali e comprendere gli scenari di contaminazione da metalli pesanti delle acque irrigue dovuti allo scioglimento dei ghiacciai.
È questo il duplice obbiettivo di un progetto di ricerca che ha visto impegnati Eco Research, il centro di sperimentazione per l’agricoltura e la qualità alimentare «Laimburg» e Libera Università di Bolzano, con il sostegno economico della Provincia.
«Questa collaborazione ha portato a risultati rilevanti per la realtà agraria e forestale dell'Alto Adige» riferiscono i ricercatori.
La regionalità dei prodotti agroalimentari rappresenta un tema di forte interesse per produttori e consumatori, motivati anche dall'impegno a sostenere l'economia locale e a ridurre l'impatto ambientale e climatico dei trasporti nella filiera alimentare.
Per avere un riscontro oggettivo sull'autenticità ed origine di un prodotto, è necessario avere a disposizione metodi di indagine analitica affidabili, ed è qui che il progetto di ricerca ha ottimizzato un metodo di analisi chimica per la misurazione degli isotopi dello stronzio, un elemento presente in minerali e che viene assorbito dalle piante attraverso il terreno.
Gli studi condotti hanno dimostrato che il rapporto tra isotopi è indipendente dalla coltura e dipende esclusivamente dai valori riscontrati nel terreno su cui cresce la pianta.
Pertanto, è possibile impiegare questo metodo di analisi per stabilire l'origine geografica di un prodotto agroalimentare. «Questa tecnica si dimostra efficace per la tracciabilità dei prodotti agro-alimentari e forestali, e le sue potenzialità possono essere interdisciplinari. Il nostro obiettivo è di proseguire la caratterizzazione isotopica del territorio locale a tutela e promozione dei prodotti tipici dell'Alto Adige ed implementare un database di rapporti isotopici dello stronzio su scala internazionale» ha spiegato il direttore di Eco Research Werner Tirler.


