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Prima ha continuato ostinatamente ad appoggiare il muso sempre nello stesso punto dell'addome della sua padrona, spingendola a sottoporsi a controlli più approfonditi. Poi, quando quella insistenza si è trasformata nella diagnosi di un tumore al pancreas, non l'ha più lasciata sola, arrivando ad accompagnarla persino durante la chemioterapia.
È la storia di Joy, labrador di due anni, alla quale è stato assegnato il riconoscimento "Primus inter pares" della 64ª edizione del Premio internazionale Fedeltà del cane, celebrato a San Rocco di Camogli. La sua padrona è Barbara Guerra, 53 anni, di Bavaria di Nervesa della Battaglia, nel Trevigiano.
La storia comincia quando Joy, normalmente vivace e irrequieta, cambia improvvisamente comportamento. Diventa attenta, quasi vigile, e insiste sullo stesso punto del ventre di Barbara Guerra. La donna decide di approfondire. I primi accertamenti individuano una piccola lesione al pancreas, che nei mesi successivi cresce fino alla diagnosi di tumore.
Inizia così il difficile percorso tra chemioterapia e intervento chirurgico. Joy continua però a essere una presenza decisiva. Durante il ricovero al Ca' Foncello di Treviso, Barbara chiede di poterla incontrare. Il 15 aprile arriva finalmente l'autorizzazione: all'interno di uno spazio appositamente individuato, le due si riabbracciano.
Un incontro che diventa qualcosa di più di una vicenda privata e contribuisce ad aprire una strada nuova negli ospedali dell'Ulss 2 Marca Trevigiana. Il passo successivo arriva il 10 giugno al Day Hospital oncologico dell'ospedale San Valentino di Montebelluna: Barbara affronta una seduta di chemioterapia di sei ore con Joy accanto.
È la prima applicazione della procedura sperimentale predisposta dall'azienda sanitaria per consentire, in condizioni controllate, la presenza dell'animale d'affezione durante la terapia. Una richiesta nata dall'esperienza di una paziente si è così trasformata in un progetto di umanizzazione delle cure destinato ad altri malati.
Il Premio Fedeltà del cane riconosce quest'anno anche un'altra esperienza legata agli ospedali. Un premio speciale è stato assegnato a "Gimme Five! - Qua la zampa", il progetto della Fondazione Il Porto dei piccoli che porta gli interventi assistiti con gli animali tra i bambini ricoverati all'Istituto Giannina Gaslini di Genova.
A rappresentarlo sono Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana: golden retriever e jack russell appositamente preparati per entrare nei reparti insieme ai loro coadiutori. Il progetto è nato nel 2016 e nel tempo si è esteso a numerose aree dell'ospedale.
L'obiettivo non è sostituire le terapie, ma rendere meno pesante la vita dei bambini ricoverati durante visite, esami e lunghe attese. Il cane diventa un tramite per giocare, comunicare, recuperare fiducia e, almeno per qualche momento, riportare dentro l'ospedale un frammento della normalità lasciata a casa.
I numeri raccontano la dimensione raggiunta dall'iniziativa: secondo i dati diffusi dal Gaslini, dal 2023 sono stati coinvolti oltre 10 mila piccoli pazienti negli interventi assistiti con gli animali. Le attività vengono svolte da personale specializzato e secondo protocolli concordati con medici e operatori sanitari.
Due premi, dunque, ma soprattutto due modi diversi di raccontare lo stesso legame tra uomini e animali. Da una parte Joy, che con il suo comportamento ha convinto Barbara a non ignorare un segnale e che oggi continua ad accompagnarla nella malattia. Dall'altra cinque cani che entrano regolarmente nelle corsie pediatriche per alleggerire paura, ansia e solitudine.
È lo spirito del Premio Fedeltà del cane, nato a San Rocco di Camogli nel 1962 per iniziativa del parroco don Carlo Giacobbe e di Giacinto Crescini e diventato negli anni un appuntamento dedicato alle storie nelle quali il rapporto tra uomini e animali assume un significato particolare.


