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BOLZANO. L'attenzione di una impiegata, l'intuito, il non girarsi dall'altra parte. È nata così la maxi inchiesta sulle certificazioni linguistiche false oppure ottenute illecitamente. I primi quaranta indagati annunciati a metà aprile insieme all'arresto di Liborio Sirchia, ex guardia giurata, accusato di avere procurato i documenti contraffatti a medici, infermieri, studenti, vigili urbani e insegnanti. È iniziato da lì il lavoro di scavo, sfociato nella seconda tranche emersa pochi giorni fa: 1.700 indagati, tre scuole di lingua perquisite a Roma e Caserta. Un sistema, quello delle certificazioni, messo in crisi dall'illegalità.
«Lingue ufficiali e diritti civili», si chiama così l'ufficio provinciale da cui è partita la prima segnalazione, l'alert che qualcosa non andava. «Merito di una collega», conferma Karin Ranzi, la direttrice dell'ufficio. Si è aperto così il filone delle falsificazioni materiali, che vede l'inchiesta penale seguita dalla Procura con il sostegno della Guardia di finanza. Karin Ranzi è anche direttrice sostituta della ripartizione Presidenza. Arno Kompatscher nelle scorse settimane l'ha chiamata per partecipare al gruppo di lavoro interno incaricato di elaborare le proposte per migliorare il sistema della certificazione linguistica, conservando il principio del bilinguismo nei servizi pubblici (sanità in primis), ma aggiornandolo a un mercato del lavoro globalizzato. Che ha portato alle distorsioni delle certificazioni false.
In Alto Adige, grazie alla specifica norma di attuazione, dal 29 giugno 2010 è possibile ottenere il riconoscimento delle certificazioni linguistiche internazionali in equivalenza all'attestato di bilinguismo. Chi non effettua l'esame per il patentino in Provincia, può utilizzare il canale delle scuole di lingua certificate e poi chiedere il riconoscimento dell'attestato. Il racconto di Karin Ranzi.
Come è emersa la truffa delle certificazioni irregolari?
Una collega del Servizio Esami di bi-trilinguismo si è accorta che una certificazione riportava degli elementi contraffatti. Abbiamo segnalato il caso sospetto.
Cosa è accaduto a quel punto?
Abbiamo effettuato dei controlli, scoprendo che effettivamente il documento era stato falsificato.
Quando è accaduto?
All'inizio del 2025.
A quel punto è iniziata la fase delle verifiche a tappeto sulle certificazioni depositate in Provincia con la richiesta di riconoscimento?
Sì, siamo andati a ritroso fino al 2019, anno in cui venne introdotta l'iscrizione on-line. È emerso il gruppo di documenti sospetti: l'ente certificatore ha confermato che non erano mai stati rilasciati. Siamo ancora nella fase dei controlli. I documenti vengono esaminati uno dopo l'altro. Siamo ancora in questa fase e posso dire che non sono emerse altre contraffazioni.
È molto più consistente il secondo filone dei 1.700 indagati: non certificazioni contraffatte, ma documenti che sarebbero stati effettivamente rilasciati da scuole di lingua senza però che i clienti avessero superato l'esame: si pagava per il pezzo di carta.
Anche questi casi sono emersi dai vostri controlli?
Questa fase è stata seguita direttamente dalla Guardia di finanza. Anche noi partecipiamo alle verifiche, su indicazione del team di investigatori. Le indagini sono ancora aperte.
Vi aspettavate una illegalità così diffusa?
No, non avevamo alcun sospetto. Per noi è stata una grande sorpresa. La Provincia dal 2010 ha dovuto adeguarsi alla normativa europea, aprendo le porte al riconoscimento delle certificazioni linguistiche, in parallelo agli esami "in casa" per il patentino. Questa è la porta di ingresso degli illeciti: agenzie linguistiche senza scrupoli che operano a fianco di scuole di assoluta serietà.
C'è un modo per difendersi? Oltre a tenere alta la soglia dei controlli?
Non lo so, sinceramente.
Quante richieste di riconoscimento delle certificazioni vi arrivano ogni anno?
Ci sono due possibilità diverse. Si può presentare la certificazione per una lingua: in quel caso va sostenuto l'esame per la seconda lingua. Nel 2025 sono stati 1.642. La seconda fattispecie è di chi presenta certificazioni per le due lingue o un titolo di studio e ne chiede il riconoscimento: 794 casi l'anno scorso.
Quante persone siete in ufficio?
Siamo in undici, è previsto l'arrivo di un'altra persona.


