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BOLZANO. «Le Regioni forti non sono solo esecutrici delle politiche europee. Sono protagoniste attive nel plasmare il futuro dell’Europa». È il messaggio lanciato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher a Bruxelles, intervenendo alla conferenza EURegions4Cohesion, nel pieno del confronto sul futuro della politica europea di coesione.
Al centro c’è anche il prossimo bilancio dell’Unione europea 2028-2034. Un’alleanza che riunisce 143 Regioni europee ha chiesto di rafforzare il ruolo delle autorità regionali nella futura politica di coesione, mettendo in guardia da un modello eccessivamente centralizzato a livello nazionale. «Le grandi sfide si concretizzano là dove le persone vivono, lavorano e interagiscono tra loro: nelle nostre Regioni, nei nostri Comuni e in particolare nelle zone di confine», ha sottolineato Kompatscher.
Per il presidente altoatesino, gli obiettivi fissati a Bruxelles devono quindi essere maggiormente collegati alle esigenze concrete dei territori. Kompatscher ha portato come esempio il programma Interreg Italia-Austria e il modello Community-Led Local Development, nel quale gli attori locali partecipano direttamente allo sviluppo delle proprie aree. «Chi vive in un territorio ne conosce al meglio le sfide e le potenzialità».
Particolare attenzione è stata riservata alle Regioni di confine, definite da Kompatscher «laboratori dell’integrazione europea». La cooperazione transfrontaliera, ha aggiunto, deve fondarsi su «cooperazione anziché frammentazione, diversità anziché emarginazione, dialogo anziché polarizzazione e compromesso anziché logica di maggioranza». L’obiettivo, secondo il presidente, è avere Regioni capaci non soltanto di reagire ai cambiamenti, ma di anticiparli e contribuire a orientarli.


