BOLZANO. Di fronte ai contagi che corrono e ai ricoveri che aumentano, il governatore Arno Kompatscher in conferenza stampa ripete: “Più basso è il tasso di vaccinati, come accade in Alto Adige, maggiore è il tasso di contagio e più alte ospedalizzazioni”.

Questa è la situazione in provincia di Bolzano e il rischio di nuove restrizioni è collegato proprio alla situazione negli ospedali. “Ulteriori misure – ha spiegato il presidente – devono essere autorizzate dal governo, oggi le Regioni non possono farlo in zona bianca. Più Regioni insieme a noi, in particolare il Friuli con il presidente della conferenza delle Regioni Fedriga, hanno chiesto maggiori spazi di autonomia per regole più restrittive”.

Quanto al modello austriaco – di fatto un lockdown per i non vaccinati – “la competenza è dello Stato”, spiega Kompatscher, “può essere utile per alcune situazioni”.

L’appello ai cittadini è sempre lo stesso: “Vaccinatevi, l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. E, vaccinati o no, rispettare le regole, dal distanziamento all’igiene delle mani. E non pretendere sempre ulteriori azioni dalle istituzioni e dalla politica, le regole ci sono e sono chiare. La scienza ci ha dato un vaccino in tempi insperati, il Green Pass funziona. 

Tema controlli: "Se li aspettano la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole”. Serve ancora uno sforzo comune: “Convocheremo le parti sociali – annuncia Kompatscher – per coinvolgerle in un’azione complessiva sul rispetto delle regole, le vaccinazioni, il Green Pass”. 

“Siamo in piena quarta ondata", ha detto l'assessore alla sanità Thomas Widmann, “troppi che si infettano e ancora troppo pochi vaccinati, sono 150 mila”. “Un mese fa (8-14 ottobre) 22 contagi giornalieri, ora (2-8 novembre) 183; incidenza più alta d’Italia, dieci decessi in due settimane, 25 ricoveri in una settimana, siamo a 65 ricoverati nei reparti e la soglia di attenzione (che fa scattare la zona gialla) è 75”. 

Il 3 novembre di un anno fa – ha ricordato Widmann –  l’Alto Adige chiudeva per Covid, il 9 novembre diventava zona rossa. “L’unica via d’uscita è il vaccino e speriamo che i nostri cittadini lo capiscano”.

Quanto al problema dei sanitari non vaccinati e i rischi di tenuta per il sistema, l'assessore ha detto: “Già prima della pandemia avevamo un problema di carenza di medici, oggi a maggior ragione questo pesa sul sistema”.